E’ sotto gli occhi di tutti come il calcio giovanile sia spesso (e in alcuni casi, purtroppo) un metro di misura piuttosto obiettivo sullo stato di salute di un intero movimento a livello nazionale. In questo senso diventa quindi fondamentale osservare in modo attento il percorso che attende nei prossimi due anni l’Italia Under 21, reduce da un quarto di finale all’Europeo di categoria perso con il Portogallo, che anche in questo nuovo ciclo verranno condotti da Paolo Nicolato.

Quali sono le prospettive per gli azzurrini?

Nel corso della competizione iridata, sono balzate agli onori della cronaca soprattutto le prestazioni di due giocatori: il primo è Marco Carnesecchi, portiere di proprietà dell’Atalanta in prestito alla Cremonese, il secondo invece è Giacomo Raspadori, le cui prestazioni sia con l’Under che con il Sassuolo nella seconda parte della scorsa stagione gli sono valse il pass per l’Europeo disputato dalla Nazionale Maggiore. Se l’estremo difensore sarà un elemento fondamentale anche del nuovo ciclo, a causa dell’agguerrita concorrenza nei grandi, lo stesso ovviamente non si può dire per Raspa, profilo indispensabile per Mancini grazie alla sua duttilità in fase offensiva.

La certezza principale di questa squadra per il momento è proprio il pacchetto-portieri, formato da Carnesecchi, unico reduce del ciclo precedente, Plizzari (terzo portiere del Milan) e Stefano Turati, di proprietà del Sassuolo ma attualmente in prestito alla Reggina.

Per tutti gli altri ruoli, Nicolato sta utilizzando queste prime partite di qualificazione, per ora tutte dall’esito positivo, per creare un nucleo stabile su cui poter contare. Qual’è la situazione fuori dai pali invece?

Il rebus difesa dell’Under 21

Nelle sue prime uscite la nuova Under 21 ha dimostrato di dover ancora sviluppare una maggiore solidità difensiva, soprattutto per quanto concerne contropiedi e palle lunghe. Il settore più critico della retroguardia è sicuramente l’out di destra, dove a parte Raoul Bellanova, giocatore di proprietà del Bordeaux ora in prestito al Cagliari, non sembrano esserci alternative concrete al momento.

Non mancano invece le scelte sulla corsia di sinistra, settore del campo nel quale la titolarità è contesa da ben tre elementi: Destiny Udogie (Udinese), Riccardo Calafiori (Roma) e Andrea Cambiaso (Genoa), con quest’ultimo protagonista di un convincente avvio di stagione a Marassi.

Anche la batteria di centrali è ben rifornita, con Lovato, Pirola (Monza), Carboni e Okoli che costituiscono un quartetto di pregevole fattura.

Un centrocampo bello da vedere ma con poco dinamismo?

Con una mediana di qualità formata da elementi di qualità come Tonali, Rovella e Samuele Ricci (Empoli, non mancheranno le occasioni per stropicciarsi gli occhi. Osservando meglio il reparto però, balza all’occhio come manchi un elemento in grado di essere coinvolto attivamente in fase offensiva. Nicolato infatti non potrà più contare su profili come quelli di Frattesi, Pobega e Maggiore, un trio che ha garantito alla Nazionale esuberanza fisica e ottime capacità d’inserimento in avanti.

I due nomi che potrebbero dare un contributo nel sopperire a queste mancanze sono quellI di Brescianini (Monza), su cui però il commissario tecnico non sembra puntare al 100%, e di Emanuel Vignato (Bologna).

Al talentuoso centrocampista rossoblu la classe e il talento non mancano; se alle sue notevoli doti di palleggio e nell’uno contro uno dovesse abbinare anche una certa continuità con il suo club, ad oggi unico neo del giocatore cresciuto nel vivavio del Chievo, in mezzo al campo l’Italia potrà fare affidamento su un reparto di altissimo livello.

Un attacco con più bocche di fuoco e tanta varietà

Al contrario della Nazionale Maggiore, l’attacco degli azzurrini è uno dei reparti con la maggiore abbondanza e con più pattern di scelta a disposizione di Nicolato. Il giocatore con più hype attorno al momento è sicuramente Lorenzo Lucca, dotato di un fisico eccezionale abbinato ad una tecnica sopraffina; il nome del centravanti del Pisa, già a quota sei gol in campionato, è sulla lista dei desideri di Roberto Mancini, il cui desiderio non tanto nascosto è quello di sperimentarlo il prima possibile con i grandi.

Altri due profili a cui Nicolato si affida molto sono Lorenzo Colombo e Roberto Piccoli. Il primo, di proprietà del Milan in prestito alla SPAL, ha dalla sua una grande duttilità, che gli permette di agire come riferimento centrale, ma anche partendo dalla destra per poi rientrare sul sinistro; il centravanti dell’Atalanta è dotato di un killer-instinct micidiale sotto porta, che solo il già citato Lucca può eguagliare. A settembre però, è stato proprio un suo infortunio a liberare uno slot per una new-entry pronta a vendere cara la pelle per conquistarsi il suo spazio nel medio termine. Kelvin Yeboah infatti ha sfruttato molto bene la chance a sua disposizione, e non è da escludere quindi che Nicolato decida ancora di puntare su di lui: l’attaccante dello Sturm Graz gode di grande capacità nel destreggiarsi su tutto il fronte offensivo, ma all’interno di questa Under 21 molto probabilmente la collocazione migliore per lui è l’out di destra.

I nomi a cui stare attenti tuttavia non finiscono qui: a quelli già citati si aggiungono quelli di Samuele Mulattieri, protagonista di un ottimo avvio di stagione al Crotone, Matteo Cancellieri (Hellas Verona), Sebastiano Esposito e dulcis in fondo Pietro Pellegri, la cui voglia di riscattarsi col Milan dopo stagioni molto difficili in Francia è alle stelle.

Molto probabilmente è da questi nomi che verrà fuori il tridente offensivo del 4-3-3 con cui Nicolato ha in mente di affrontare il percorso che attende la sua squadra. Il talento e le opzioni di certo non mancano; ora però la palla passa al CT nel capire come mixare gli elementi a disposizione.

Possibili scenari futuri

Anche se molti di questi ragazzi non vengono valorizzati a sufficienza nei rispettivi club, il talento è sicuramente ben diffuso tra tutti i reparti. La speranza per molti di loro dunque è che i tecnici che trascorrono la maggior parte dei mesi assieme a loro sappia valorizzarli e restituirli più consapevoli dei propri mezzi all’Under 21.

E’ ovviamente difficile fare previsioni sull’esito di un europeo che si svolgerà tra due anni, ma visto il materiale umano a disposizione è lecito aspettarsi un miglioramento di quanto visto nella precedente edizione; le semifinali di categoria devono quindi essere l’obiettivo minimo per gli azzurrini, che accedendovi si qualificherebbero di diritto alle Olimpiadi di Parigi del 2024.

La nostra nazionale infatti non partecipa all’evento iridato dall’edizione di Pechino 2008, quando la compagine guidata da Giampiero Casiraghi fu fermata dal Belgio ai quarti di finali. Partecipare all’evento sarebbe l’ennesima vetrina per una selezione su cui le aspettative sono davvero molto alte.

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