Quella strana guerra tra i giornalisti e i tifosi per le notizie di calciomercato

Sede del mercato di gennaio
Hotel dove si svolge il mercato di gennaio

Tutti parlano di calciomercato, è divenuto l’argomento principale delle conversazioni tra tifosi. Beh, qualcuno dirà siamo quasi ad agosto mi sembra giusto, ovvio, lecito e comunque meglio che commentare le amichevoli estive.

Il calciomercato è più importante del calcio giocato?

Il problema è un altro, il calciomercato è l’argomento principale sempre. La domenica la tua squadra perde, non vedi l’ora venga il lunedì per pensare a un nuovo tecnico, ingaggiare qualche svincolato o che non vedi l’ora venga la sessione estiva/invernale per mandare via tutti e rifare la squadra.

Ci sta, la società moderna si regge su passioni, ideali e hobby sempre più volatili. Poi calcolando che molti agenti, veri e propri squali del calciomercato, hanno cambiato le regole del gioco e di conseguenza la mentalità dei tifosi ci può stare.

Trovo molte correlazioni tra questo e la musica rap, i fan e i tifosi vogliono sempre colpi/pezzi nuovi, non sono mai soddisfatti seppur, per l’esempio del calcio, è arrivato un colpo da oltre 50 milioni di euro.

Gli esperti di calciomercato onniscienti che spuntano dal nulla

La razionalità è bella che andata, ma non è ancora quello il fulcro dell’articolo. Ultimamente, io e tanti altri colleghi, stiamo notando un continuo farsi la guerra tra giornalisti di calcio, esperti di mercato se preferite, e supporter sui social. Specialmente su Twitter.

Una continua guerra di ”tu avevi detto che quello andava là e invece è venuto da noi”o ancora ”tu hai detto che non ci potevamo permettere questo colpo”. Nel frattempo mentre il giornalista sportivo che fa quello di professione tende a perdere credibilità (a livello soggettivo), il tifoso social finisce per dare supporto e credito al transfer influencer di turno(passatemi il termine, mi piace), ovviamente onnisciente.

Questo potrebbe essere un problema dei tempi che corrono, viste le fake news, le tremila pagine che parlano di mercato sui social, un problema che lascia il tempo che trova se non fosse per il fatto che alcuni giornalisti rispondono agli attacchi, il più delle volte creando delle coalizioni con alcune tifoserie.

Basti vedere quanti giornalisti cavalcano l’onda dell’antijuventinismo su Twitter ad esempio, alla fine cosa ovvia si odiano sempre i più forti, si la Juve è la più forte e no non sono juventino. Come ci insegna il nostro governo attuale è più facile unire le persone per odio comune che unirle per passioni o addirittura per amore.

Il decadimento del giornalismo

Il giornalismo sportivo si trova a combattere delle battaglie come le fake news, i mille blog che nascono e muoiono ogni giorno senza nessuna direzion, le pagine instagram che informano a gratis e rapidamente più di quanto possa fare un articolo. La cosa grave è che al momento non ha nessun meccanismo di difesa e le sta perdendo quasi tutte, la polemica toglie spazio alla qualità. Non faccio esempi per non fare accuse soggettive ma le polemiche degli ultimi giorni sono sotto gli occhi di tutti.

Questo articolo porta qualche insegnamento? Forse no, però porta una constatazione che è sotto gli occhi di tutti ma forse nessuno ancora aveva fatto, dalle penne del web e della carta stampata ai tifosi col post/tweet/commento facile, facciamo ammenda e scendiamo dal piedistallo dove ci siamo o vi siete arroccati.

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Pasquale Rosolino, 92 d'annata. Editore di Novantesimo.com. Troppo malato di calcio, se non sto scrivendo ne sto parlando e se non ne sto parlando? Sto sognando! Editor per Visit Naples.

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