Dopo un inizio da predestinato con il Milan, seguito da alcune stagioni in chiaroscuro, Manuel Locatelli ha deciso di prendersi tutto. Il classe 98′ infatti è stato prima protagonista di due strepitose annate con il Sassuolo, ed ora si sta affermando come una delle stelle più luminose dell’Europeo con la maglia dell’Italia. In queste prime fasi della competizione, l’ex rossonero ha già siglato ben due gol, non facendo rimpiangere l’assenza di Marco Verratti nei primi due incontri diventando a tutti gli effetti un punto fermo della squadra allenata da Roberto Mancini, chiamato a scelte di formazione davvero dure ora che anche la stella del PSG è disponibile.

Una delle due grandi prestazioni di Manuel Locatelli, ad oggi una delle più grandi certezze a disposizione di Roberto Mancini

Il percorso di Manuel Locatelli parte da lontano

La carriera di Locatelli è iniziata tra le più rosee delle aspettative: gol all’esordio e poche settimane dopo alla Juventus, ambiente rossonero in estasi per le sue prestazioni; tutto sembrava pronto per l’inizio di un sogno, che avrebbe portato il giocatore a diventare una bandiera del mondo rossonero.

Nel corso del tempo però l’hype attorno a lui comincia a spegnersi; in uno dei momenti più critici della storia del Diavolo, fatica a ritagliarsi il suo spazio e dopo due stagioni finisce per essere ceduto al Sassuolo. Arrivati dunque all’alba dell’estate 2018, la percezione è che molto difficilmente Locatelli sarebbe potuto diventare un giocatore di alto livello.

In Emilia ha la possibilità di lavorare a fari spenti con colui che per lui sarà più di un allenatore, ma un vero e proprio maestro: Roberto De Zerbi. E’ il tecnico bresciano infatti a trovargli la collocazione tattica più adatta per sprigionare tutto il suo talento; nel 4-2-3-1 dei neroverdi il ragazzo ha perlopiù agito nei due in mediana, con compiti fondamentali nella transizione del pallone dalla propria metacampo alla trequarti avversaria.

Un altro aspetto in cui il lecchese eccelle, sono i movimenti senza palla: essendo dotato di grandi letture di gioco, riesce sempre a dare linee di passaggio sicure ai propri compagni, sia in verticale che in orizzontale. Le due grandi stagioni con il Sassuolo hanno così attirato su di lui i radar di Roberto Mancini, che lo ha convocato per la prima volta nel settembre 2020, per poi farlo esordire nel match di Nations League con l’Olanda, che ha lasciato a bocca aperta la maggior parte degli addetti ai lavori.

Più che una partita, una vera e propria rivincita di Locatelli nei confronti dei suoi detrattori

In azzurro per aggiungere colpi al suo repertorio

Con la Nazionale il pupillo di De Zerbi ha dovuto modificare la propria collocazione sul terreno di gioco; Roberto Mancini infatti sino a prima degli Europei lo ha utilizzato come doppione di Verratti, chiedendogli quindi di agire come mezzala.

Locatelli tuttavia non ha avuto particolari difficoltà ad adattarsi ai nuovi compiti e richieste che gli sono state affidate; nelle sue uscite con la maglia tricolore ha cominciato ad agire molto più vicino all’area, tentando anche diversi inserimenti alle spalle della retroguardia avversaria (come avvenuto peraltro nel primo dei due gol siglato con la Svizzera).

Continuando ad agire da mezzala sul cdx inoltre, sta anche migliorando la sua confidenza nel duettare con i compagni che si dispongono sulla suddetta fascia (Berardi/Chiesa e Di Lorenzo/Florenzi). La catena di destra dunque, che almeno in linea teorica appariva meno efficiente di quella di sinistra (Barella, Insigne e Spinazzola), sta facendo progressi davvero importanti, e ciò è dovuto in buona parte soprattutto alle capacità e all’intelligenza di Locatelli.

Alla luce di quanto osservato nella fase a gironi di questi Europei, non è folle affermare che Locatelli sembra pronto a confrontarsi con un contesto non solo più ambizioso del Sassuolo, ma che pretenda da lui più autonomia e capacità decisionale, all’interno del quale possa mettere ancora più in luce quelle qualità esplose sotto gli occhi di tutti i tifosi italiani (dribbling, duetti nello stretto con i compagni, capacità di inserimento ed attacco della profondità).

Quale può essere il prossimo step per la sua carriera?

Secondo diverse indiscrezioni di mercato, un suo trasferimento alla Juventus, fino a qualche settimana fa una semplice idea e suggestione, sta diventando una pista di mercato sempre più concreta. Stando a quanto riportato da una fonte autore vole come Romeo Agresti infatti, gli incontri tra i due club negli ultimi tempi si stanno infittendo, con la Vecchia Signora disposta a mettere sul tavolo anche il cartellino di Dragusin pur di arrivare al giocatore.

Maggiori dettagli in merito, sia positivi che negativi per la riuscita dell’affare, emergeranno al termine dell’Europeo, quando Locatelli avrà la mente più libera e potrà assieme al suo procuratore Stefano Castelnovo capire quale sia la tappa migliore per il suo futuro calcistico. Ciò che emerge dall’ambiente a contatto con il giocatore, l’interesse di un top club come la Juventus non è passato inosservato al ragazzo, che pare inoltre si senta pronto per mettersi alla prova in un contesto più competitivo ed esigente rispetto a quello del Mapei Stadium.

Affermare già ora se trasferirsi a Torino sia la scelta più giusta per la sua carriera, sarebbe davvero azzardato e difficile da pronosticare. Alla corte di Massimiliano Allegri probabilmente agirebbe da vertice basso di un ipotetico centrocampo a 3, dunque almeno a livello posizionale vi sarebbero molte somiglianze con quanto fatto in Emilia. Ovviamente, ciò che potrebbe andare a cambiare sono i compiti che il tecnico toscano potrebbe affidargli, a seconda soprattutto di chi saranno gli altri profili che andranno a comporre la mediana bianconera.

Ciò che però è certo, è che quantomeno a livello logico la volontà di Locatelli di testare sè stesso in palcoscenici diversi e più ambiziosi è giusta e legittima. Quello che fino a qualche anno veniva considerata come una delle tante promesse non mantenute del calcio nostrano, ha raggiunto una maturità calcistica e mentale, ed una consapevolezza nei propri mezzi che gli potrebbero permettere di incidere in modo positivo anche con i bianconeri.

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