Un tempo c’era la Lula e poco altro. Sanchez presente in maniera troppo sporadica e Pinamonti troppo giovane per assorbire un ruolo importante come quello di attaccante titolare dell’Inter. Un tempo c’era Conte, ora c’è Simone Inzaghi. Un tempo c’era Lukaku, ora c’è Dzeko. Insieme al cigno di Sarajevo ci sono Lautaro e Correa. Sanchez è rimasto, Pinamonti è andato in prestito all’Empoli mentre Satriano ricopre il ruolo di quinta punta.

Come giocherà l’attacoo dell’Inter in questa stagione

In queste prime uscite ufficiali, eccezion fatta per l’esordio casalingo contro il Genoa, la coppia titolare scelta da Simone Inzaghi è stata Dzeko-Lautaro. Il tecnico piacentino ha dunque deciso di affrontare gli avversari sfruttando la capacità del cigno di Sarajevo di venire incontro e quella del toro di attaccare gli spazi. Risultati così e così. La mole di gioco è stata tanta, ma in termini di risultati l’Inter ha raccolto 4 punti su 3 gare disputate, (Verona, Sampdoria e Real Madrid), con un solo gol segnato dalla coppia, (Lautaro a Verona). La sfida del Bentegodi ha messo in luce il terzo componente del reparto offensivo nerazzurro, quel Joaquín Correa tanto voluto da Simone Inzaghi che seppe, nella città di Giulietta e Romeo, incidere, partendo dalla panchina, realizzando un importante doppietta. Il tucu, però, non è riuscito a ripetersi con Samp e Real.

La partita con il Bologna potrebbe dare avvio ad una nuova era fondata sulla Co-La. Il duo argentino potrebbe prendersi la scena a San Siro, permettendo a Dzeko di riposare un po’ in vista del prossimo tour de force che vale una prima parte di stagione.

In caso di Co-La sarebbe ovviamente Lautaro Martinez a ricoprire il ruolo di “vice-Dzeko” con Correa libero di svariare su tutto il fronte venendo a palleggiare con il centrocampo per poi cercare l’amico e compagno di reparto. Sostanzialmente con questo schema l’Inter acquisirebbe una maggiore imprevedibilità garantita dal senso della posizione di Lautaro, autentico rapace dell’area di rigore, e dalla frizzantezza del Tucu che potrebbe creare anche spazio per gli inserimenti delle mezz’ali, oltreché essere decisivo negli ultimi 16 metri come ampiamente dimostrato a Verona.

Bocciatura per Dzeko dunque? Assolutamente no. Un giocatore del calibro del bosniaco, (senza dimenticare Sanchez), è dura da bocciare. L’età non è più dalla sua parte, tuttavia le prestazioni offerte in queste prime partite lo fanno “partire” con buoni crediti agli occhi di Simone Inzaghi. Nella sfida di Champions Edin s’è dovuto arrendere solo, si fa per dire, ad uno strepitoso Courtois.

Quale gestione per i 3 attaccanti nerazzurri? Al netto di ciò che sarà il tandem contro il Bologna, azzardando una previsione si potrebbe dire che il duo argentino potrebbe essere chiamato in chiamato in causa contro i felsinei e, magari, essere riproposto anche martedì a Firenze, (al netto di un possibile riposo di Lautaro), mentre l’esperienza del bosniaco potrebbe risultare determinante nelle sfide contro l’Atalanta, (sabato prossimo a San Siro), e contro lo Shakthar, (martedì 28 a Kiev): tutte sfide da vincere per crearsi un futuro.

Il Bologna potrebbe dare avvio all’era dell’imprevedibilità con la Co-La, ma voltandosi in panchina Inzaghi potrà incrociare lo sguardo agguerrito del Cigno di Sarajevo pronto a dire la sua con l’esperienza. L’attacco dell’Inter è pronto, mancano i gol.

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