Psg, spogliatoio disastrato e fallimenti europei: la verità da un libro shock

Lo spogliatoio è un luogo sacrale per tutti gli atleti che pratichino uno sport di squadra, un luogo dove nascono rapporti di amicizia strettissimi, come ad esempio quelli tra Zidane e Montero, Ronaldo e Vieri, Brocchi ed Inzaghi, oppure – in tempi moderni – tra Pogba ed Evra o tra Fabregas e Pique.

Ma può essere anche un covo di invidie e malumori o addirittura un “terminal aeroportuale”, come nel caso del Paris Saint Germain, il cui vestiaire sembra essere una polveriera sin da settembre, dallla querelle Cavani-Neymar per il ruolo di rigorista.

È normale che un club come quello parigino finisca più spesso nel mirino della critica rispetto ad altri, dopo essersi esposto tanto in sede di proclami ed in fase di mercato, e pertanto, dopo aver dissacrato la favola Paris Saint Germain all’indomani dell’eliminazione in Champions League, ci apprestiamo ora ad analizzare il dietro le quinte della società in mano allo sceicco Al Khelaifi, a partire dal libro ‘PSG – Révélation d’une révolution’, edito da Amphora ed uscito il 27 marzo.

Il libro è stato scritto dal gruppo di tifosi Paris United, collettivo di supporter che vuole riabilitare l’opinione dei media francesi riguardante il club, e non ha lo scopo di destabilizzare o di fare pettegolezzi (“Sono solo dieci pagine su 480”), come specificato più volte in diverse interviste in Francia dai membri stessi del direttivo del gruppo, ma vuole fare chiarezza sul mondo del PSG, fenomeno che Oltralpe è visto “come una balena in una vasca da bagno”. L’opera è già un successo: 20mila articoli erano stati preordinati da tempo ed altri 10mila sono in ristampa.

In attesa che il libro venga tradotto e venduto anche in Italia, dobbiamo accontentarci di alcune anticipazioni, fornite dal canale televisivo transalpino LCI.

Unai Emery

La completa disorganizzazione dello spogliatoio: i piccoli club spagnoli sono gestiti meglio

Come già detto in precedenza, lo spogliatoio parigino è una polveriera: la colpa non è però dell’arrivo di un campione iperpagato come Neymar, dato che i problemi c’erano già la scorsa stagione, come spiegato in questo estratto fornito da LCI:

 “All’epoca, l’allenatore spagnolo capisce sempre meno l’organizzazione del club di Parigi. Rode internamente, chiede a Nasser Al-Khelaïfi un vero capo alla guida della direzione sportiva. La rosa si evolve in un una sorta di anarchia, nessuno si prende la responsabilità. Per un anno, il basco chiede esplicitamente che lo spogliatoio sia “santuarizzato”. La richiesta non viene accolta.

Alla fine di ogni partita al Parc des Princes, decine di persone sono arrivano nello spogliatoio come se fosse un terminal aeroportuale, chi vuole farsi un selfie lo fa se lo desidera. All’inizio dell’allenamento, a volte circolano 30 persone nei corridoi del Camp des Loges (…) Il PSG è un club di capricciosi. I giocatori hanno troppa libertà, ci vorrà l’arrivo di Henrique, nel 2017, affinchè la situazione si normalizzi. In privato, Emery è persino sorpreso da una tale gestione per un club così potente dal punto di vista finanziario: alcuni livelli i piccoli club di Lorca e Almeria essere meglio strutturata.”

L’emblematico caso del dottor Rolland

Un esempio perfetto che dimostra la disorganizzazione e la presenza di faide all’interno del mondo PSG è la figura del famoso dottor Rolland, che ha un peso determinante per la società parigina, che viene svelato in un passaggio del libro:

“Il dr. Rolland, il medico del club, ha un peso enorme all’interno del Psg per via della sua anzianità. Fu colui che, insieme al professor Saillant, operò Ronaldo dopo la nuova rottura del tendine rotuleo, ed è quindi molto apprezzato. Se non sarà mai messa in discussione la sua qualità di medico, al contrario molti giocatori nutrono dei dubbi sui suoi metodi di lavoro ortopedici. 

Accade ad esempio, fatto insolito per una società sportiva, che si intrattenga a fumare con i giocatori, tra i quali c’è Verratti. L’estate 2016 il dottore aveva fatto molto tardi in un night club in compagnia di giocatori parigini durante il tuor negli Stati Uniti. Le persone dello staff avevano colto l’opportunità di bere e lui era arrivato ubriaco all’allenamento. Avevano persino tentato di annullare la seduta. L’allenatore Emery aveva informato il suo manager, Létang, per risolvere la situazione ma, poiché la gerarchia in casa Psg è fatta in modo sbagliato, tutto era filato liscio regolamente. Va aggiunto che Rolland è anche protetto dai media con cui ha un ottimo rapporto.

Così come Letang, è colui che viene chiamato un informatore. A questo proposito, i giornalisti de Le Parisien si erano lamentati lo scorso ottobre perché riservava tutte le sue esclusive al quotidiano L’Equipe”.

Presnel-Kimpembe-Paris-Saint-Germain-Montpellier

Le colpe di Emery: la remuntada del Barcellona e lo spogliatoio

Lo stesso Unai Emery, tecnico del Paris Saint Germain, non è del tutto esente da colpe per questa instabilità. 8 marzo 2017: dopo il 4-0 dell’andata, i parigini riescono nell’impresa di farsi rimontare dal Barcellona e perdono 6-1 al Camp Nou. Al ritorno l’allenatore basco lascia fuori Presnel Kimpembé, autore di una prova mostruosa all’andata, in favore di Thiago Silva. Un errore madornale, come riconosciuto dallo stesso Emery:

“Due giorni dopo la sconfitta, Emery ha incontrato Kimpembé, che stima enormemente, per spiegare che avrebbe dovuto giocare dallinizio, e l’allenatore spagnolo ha persino preso un grafico, spiegando al giocatore che aveva statistiche migliori tra i tre difensori centrali del club, che aveva a lungo esitato a schierarlo fino all’ultimo momento. Con il senno di poi, si è sbagliato. Non voleva perdere il suo gruppo, da un lato asciando da parte il suo capitano, e dall’altro il suo assistente, Carcedo, temeva il cartellino rosso (…) Dopo venti minuti, Emery lo vuole rimettere dentro Kimpembé. Carcedo lo dissuade per queste ragioni.”

I retroscena dell’affare Neymar: dall’aiuto di Sarkozy alla data dell’accordo

Il trasferimento a Parigi di Neymar è stato senza dubbio l’affare più discusso dell’estate ed ha riscritto la storia come acquisto più costoso della storia del calcio. La vicenda, a partire dai metodi poco ortodossi per aggirare il Fair Play Finanziario, ha molti lati oscuri: l’accordo sarebbe stato già trovato a giugno (e non a luglio) e sarebbe stato favorito dall’ex presidente della Repubblica Sarkozy, tifosissimo del club, che avrebbe chiesto al Ministro dei Conti Pubblici, Gerard Darmanin, di chiudere un occhio sui capitali in arrivo dal Qatar.

“Possiamo dire che l’accordo con la stella risale in realtà nel mese di giugno, un documento lo attesta. Si identificano i dati dell’aereo che trasporterà il giocatore e il resto della delegazione, per un totale di sette persone che si dirigono verso la capitale francese. C’è una prova formale che il circo di luglio è una commedia, mentre il brasiliano sa che non otterrà mai il suo bonus fedeltà al Barça. […] Sarkozy è coinvolto nell’attivazione delle sue reti di relazioni presso il Ministero dello Sport: l’ex presidente ha fatto pressioni affinché lo Stato non presti troppa attenzione al pacchetto finanziario, ed anche alle tasse. Nessuna imposta sul reddito del 50% per cinque anni.”

neymar e il padre

Le pazze richieste del padre di Neymar ed il clan brasiliano

Un’altra figura che porta destabilizzazione nello spogliatoio parigino è quella del padre di Neymar, che ha avanzato in diversi momenti richieste folli in favore di un presunto ‘clan brasiliano’:

“All’inizio della stagione, quando le tensioni sono nate, i parenti di Edinson Cavani hanno dichiarato che quest’ultimo potrebbe partire nel 2018, mentre Neymar Senior regolarmente ha presentato il nome di Coutinho al club, con Mbappé in testa. Le sue ulteriori richieste e lamentele: reintegrare Ben Arfa, che suo figlio trova performante in allenamento, schierare Lucas più spesso. Mettere titolare Trapp, che ha una compagna brasiliana. Lasciare i rigori a suo figlio.

Giudicato “pazzo” da Antero Henrique, il padre della stella è gestito quotidianamente da Zahavi (un intermediario vicino a PSG, che sarà anche protagonista anche nel colpo Kylian Mbappé, ndr). A volte calma il clan Neymar, che si prende troppo spazio, con la star inclusa.”

L’aiuto del Chelsea nell’affare Mbappé

Nell’altro trasferimento dell’estate, il passaggio di Kylian Mbappé dal Monaco al PSG per 180 milioni di euro, è stato decisivo il Chelsea e soprattutto il suo patron, Roman Abramovich:

“Monaco si rifiuta di vendere Mbappé al PSG, così se ne occupa Zahavi (il famoso intermediario, ndr). Amico intimo di Roman Abramovich, l’uomo ha un’idea in testa: vuole usare il miliardario del Chelsea per raggiungere il presidente dell’AS Monaco. Se Abramovich ha ottimi rapporti con il Cremlino, non è lo stesso per Rybolovlev, che non vuole offendere la suscettibilità dell’emiro del Qatar, proprio nel momento in cui funzionano i rapporti economici tra Doha e Mosca. Rybolovlev non è convinto da questo, ma ascolta attentamente le parole di Abramovich, in grado di intercedere a suo nome con lo Stato russo: lo stratagemma di Zahavi funziona perfettamente. Il presidente monegasco accetta finalmente l’idea di lasciare Mbappé al PSG. “

 

Spendere tanto, anche più di tutti, nel calcio non è sempre sinonimo di vittoria assicurata: alle spalle di una squadra forte – la Juventus insegna – ci vuole una società che sia ancora più forte e preparata. Al termine della stagione molto probabilmente si chiuderà un ciclo al Paris Saint Germain, con l’addio di Emery che sembra certo: nella nuova era riusciranno i parigini ad imparare dai propri errori ed a sanare le tensioni di spogliatoio, che quando è coeso può essere un fattore determinante per arrivare al successo? Ai posteri l’ardua sentenza…

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Ragazzo del '99, amo il calcio, argomento di cui parlerei tutto il giorno se fosse possibile. Studio le lingue straniere, adoro la letteratura francese ed il mio sogno, dopo aver viaggiato qualche anno all'estero, sarebbe lavorare e vivere quotidianamente nel mondo del pallone.