Prandelli: “Udinese? Voci false, ma mi piacerebbe. Mi manca l’Italia”

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Intervenuto ai microfoni di Radio 1, Claudio Prandelli, ex allenatore tra le tante di Fiorentina e per ultimo dell’Al-Nasr, ha rilasciato la seguente intervista tracciando diversi temi, manifestando soprattutto la sua nostalgia per l’Italia.

Ecco di seguito le sue parole, riportate da ItaSportPress.it: “Ho nostalgia dell’Italia, mi manca, ma vediamo in questi giorni cosa succede. Udinese? Non c’è nulla di vero, anche se è un accostamento che mi fa piacere: sfortunatamente non c’è nulla di concreto. Non ha funzionato la mia esperienza all’estero per tanti motivi. Adesso ho tanta voglia di rimettermi in gioco e preferirei farlo in Serie A, mi va bene anche una provinciale. Sono qui che aspetto una telefonata”.

Su Mancini in Nazionale: “Merita tutti i riflettori. Ha rifiutato un contratto per proporsi in una situazione complicato, ha portato entusiasmo. Un consiglio per lui? Impossibile dare consigli a Roberto, è uno che ha tanta esperienza”.

Sul ritorno di Balotelli: “La cosa più importante è la maturità e quando sei padre aumenta la responsabilità. Il talento l’ha sempre avuto, ha ancora la possibilità di tramutarsi in campione: dipende da lui, poi alla fine è il campo il giudice supremo. Quando l’ho convocato vedevo il lui qualità che pochi avevano”.

Poi un commento sui paragoni tra la sua Nazionale e qualla attuale: “La mia Nazionale aveva giocatori di grande personalità e di grande tecnica, c’era una buona base. Ora, invece, c’è bisogno di ripartire da capo. Il problema è quello dell’esperienza. Nelle selezioni Under si fa bene, poi manca il salto definitivo.

I giovani italiani non fanno esperienza all’estero e questo poi incide sul nostro calcio, perché poi finiscono per restare in Italia e magari giocano poco. Per questo motivo sono favorevole all’introduzione delle seconde squadre”.

Su Buffon: “E’ uno dei più grandi giocatori di tutti i tempi, ha dimostrato che con determinazione e talento si vincono le battaglie”.

Sui Mondiali di Russia 2018: “Non tiferò per nessuno in particolare. Sarà un torneo molto equilibrato. Speriamo di non annoiarci visto che mancherà l’Italia”.

Sulla Champions League appena volta al termine: “Questa edizione ha dimostrato che il calcio italiano è vivo, ci vuole però la convinzione che possiamo fare un ulteriore passo”.

Chiosa finale con un commento sul VAR, ampiamente promosso dall’esperto tecnico: “Lo strumento più democratico che l’Italia potesse avere, è straordinario”.

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Classe 1998, studio Lettere Moderne. Da sempre dipendente dal calcio e dall'Inter.

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