Cesare Prandelli ultimamente ha dichiarato che vorrebbe ritornare ad allenare nel nostro campionato, l’ex commissario tecnico della nostra Nazionale ha fatto qualche rivelazione sulle possibilità di rivederlo sulla panchina della Roma o della Fiorentina ai microfoni di Radio Anch’io lo Sport.

Ecco come ha esordito alla prima domanda.

L’esperienza al Valencia è stata già dimenticata? “Fa parte del gioco, ripetere quello che è successo in passato non mi sembra corretto per chi sta lavorando adesso. Dopo le mie dimissioni, qualcosa è successo. Forse hanno capito come impostare un club, ma l’esperienza per me è stata positiva. Sono pronto a iniziare da un’altra parte”.

Come definire la Serie A? “Monotono no, ma nemmeno troppo esaltante. Roma e Napoli hanno dato due calciatori importanti alla Juve, questo vuol dire non lottare per lo scudetto. Qualcuno ha necessità di fare cassa per reinvestire, ma questi sono progetti che non vanno mai a completarsi. L’unica vera società che punta a un risultato tecnico è la Juventus, meritatamente in testa. In passato le società avevano progetti tecnici ed economici, adesso sembrano che ci siano solo progetti economici”.

Invidia per Ventura? “Assolutamente no, non fa parte di me. Sono felice per Ventura e per il movimento calcio, i giovani vanno valutati e fatti crescere. I ragazzi di Ventura devono ritrovarsi negli stage per capire cosa vuol dire la Nazionale e cosa significhi fare esperienza, sono contento perché tra Federazione e Lega adesso c’è una linea comune”.

Ha messo in difficoltà al Barcellona quando era alla guida del Valencia, la Juve è favorita col Barcellona? “No, dico 50% di chances. Bisogna avere coraggio e voglia di farli correre, i campioni quando devono correre per 90′ possono non essere lucidi. Sarà importante l’impostazione della Juve. In Spagna capita spesso la settimana in cui una grande possa commettere un passo falso prima delle grandi gare, martedì sarà una partita diversa. Il Barça non sa difendere? Sarà importante attaccare la linea difensiva”.

Il Napoli ha grande possesso e commette pochi falli. Somiglia vagamente al miglior Barcellona o sono cose diverse?Può ricordarlo, quando parli di possesso palla si va a pensare ovviamente dove è nata questa concezione. Sarri è stato bravo a capire che la squadra deve costruire a centrocampo, senza avere grandi punti di riferimento in avanti. Sarri ha capito la strada tecnica da seguire, il Barça ha insegnato tutti col possesso palla. Ma non tutti possono avere la presunzione di riproporlo”.

Che gara si attende tra Juve e Barça? “Il Barcellona proverà a conquistare la metà campo, con i tre avanti che proveranno a inserirsi tra le linee. La Juve deve contrastare da subito e attaccare la profondità. Le grandi squadre vanno fatte correre, così la Juve può trovare il varco giusto per colpire”.

A chi si sente più vicino come modo di pensare?Il calcio che proponevamo in passato era quello di avere una iniziativa. Gli anni di Serie A con me, Ancelotti e Spalletti abbiamo proposto un calcio propositivo. Da lì abbiamo fatto capire ai calciatori che si può vincere anche proponendo un certo calcio, anche grazie alla nostra scuola di Coverciano”.

Il crollo psicologico dell’Inter? “Difficile capire, la società si sta strutturando per essere grande a livello internazionale. Quest’anno s’è cercata la strada giusta, questa estate il club dovrà rivedere certe scelte. Manca, forse, una continuità mentale e di pensiero. L’exploit in passato ci sono stati, è mancata la continuità che danno i campioni. I campioni arrivano al campo e vogliono sempre vincere, servono calciatori che hanno fame sportiva. Non solo in termini economici. Non c’è una colpa, forse manca l’anima. Mancano quei 4-5 calciatori che ogni giorno riescano a stimolare lo spogliatoio. Sabato disputerà un bel derby, la squadra sarà stimolata e la settimana del derby è sempre molto viva. Ma, quando manca continuità, secondo me mancano quei 4-5 elementi di spessore”.

Tornerebbe a Firenze? “Ogni mia risposta, a Firenze può creare disturbo. Qualche anno fa non sarei andato via, ma per mille motivi diversi accettai la sfida della Nazionale. In questo momento la Fiorentina pensa a tecnici diversi, per iniziare un ciclo nuovo. Vivo a Firenze, amo Firenze e sono tifoso Viola. Sarebbe un grande rischio ma nella vita a volte bisogna anche rischiare”.

Le sono arrivate offerte da Italia ed estero? “Sono a casa da quattro mesi, sono arrivate proposte dall’estero. Dall’Italia al momento no”.

Juve, Roma, Napoli. Questo sarà il podio finale? “Credo di sì”.

Cosa ne pensa dell’Atalanta? “È una gioia, la famiglia Percassi ha fatto grandi sacrifici e dato ancora di più un senso di appartenenza alla squadra. Gasperini è il responsabile principale di questo successo, a inizio stagione ha cambiato assetto tattico della sua squadra. Grande merito all’allenatore”.

Tornerebbe a Roma? “Tutti vorrebbero allenare la Roma, è una domanda con una risposta scontata”.

La Juve ha dieci punti in più sul Napoli. In Italia la concretezza vince sulla bellezza? “Avrei voluto vedere Higuain ancora al Napoli, forse avremmo un’idea diversa. Tuttavia la strada è quella giusta, se non sei concreto l’allenatore deve cercare una strada diversa. Sarri, forse, ha fatto questo”.

Balotelli sta facendo bene al Nizza, c’è sempre una chance per lui? “C’è sempre una chances, ha trovato un certo equilibrio. Sono davvero felice per lui”, riporta Tuttomercatoweb.

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Pasquale Rosolino, 92 d'annata. Editore di Novantesimo.com. Troppo malato di calcio, se non sto scrivendo ne sto parlando e se non ne sto parlando? Sto sognando! Editor per Visit Naples.

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