Avete presente la “favola Atalanta”? Bene… dimenticatela. L’Atalanta è ormai una certezza. Senza dubbio è la squadra meglio preparata a livello fisico e atletico della nostra Serie A, certamente una delle migliori dal punto di vista tecnico-tattico. Nel corso delle ultime stagioni la Dea ha compiuto una serie di imprese dopo l’altra tanto da essere, ormai, annoverata tra le grandi del nostro campionato. Se i bergamaschi nelle ultime stagioni potevano più o meno nascondere le grandi ambizioni, da questa stagione non hanno più scuse. L’obiettivo dichiarato è almeno il quarto posto. Sì, almeno. Il club lombardo ha tutte le carte in regola, soprattutto in un campionato aperto come questo, per inserirsi in un’eventuale corsa allo Scudetto. Potrà farlo sicuramente nella prossima stagione, ma ha l’obbligo di provarci anche quest’anno. Una squadra imbattuta contro le prime quattro della classifica e agli ottavi di finale di Champions League deve provare fino alla fine ad inserirsi nella corsa al titolo.

L’Atalanta delle vittorie da big e le sconfitte sonore

I bergamaschi anche quest’anno hanno offerto prestazioni straordinarie: 0-2 a Liverpool, 0-1 ad Amsterdam, 0-3 sul campo del Milan, 4-1 contro la Roma. Tutti risultati che si portano dietro un fattore comune: il dominio del campo da parte dei nerazzurri. L’Atalanta al massimo delle sue potenzialità è semplicemente dominante.

I problemi arrivano nelle sconfitte. La squadra di Gasperini ormai è poco abituata a perdere ma quando lo fa, tende a farlo sonoramente (4-1 a Napoli, 1-3 contro Samp e Lazio, 0-5 contro il Liverpool). Tralasciando il match di Champions perso contro i campioni inglesi, concentriamoci sulle sconfitte in campionato.

I k.o. contro Napoli e Sampdoria hanno probabilmente fatto capire alla dirigenza bergamasca che la rosa è stata certamente allungata, ma che determinati elementi non sono adatti ad un livello così alto. Gli esterni Depaoli e Mojica, prontamente ceduti a gennaio: il primo è andato al Benevento, il secondo all’Elche. Entrambi club rispettabili, ma entrambi di un livello decisamente inferiore a quello dell’Atalanta. Gli altri due nomi messi in discussione sono quelli di Sutalo e Lammers. Da quel momento infatti il difensore croato ha collezionato appena 2 presenze, mentre all’attaccante olandese sono spettati pochi spezzoni di partita per un totale di 6 presenze.

Così come le vittorie atalantine hanno qualcosa in comune, anche analizzando le sconfitte e soprattutto i match subito successivi fanno venire a galla un fattore importante: la Dea reagisce alla grande. La partita successiva viene approcciata dai ragazzi di Gasperini come se fosse il match della vita.

Dopo il brutto passo falso fatto in campionato contro la Lazio il calendario offre all’Atalanta una ghiotta opportunità: 3 febbraio, ore 20.45, semifinale d’andata di Coppa Italia contro il Napoli, squadra alle prese con alcuni problemi interni. Cosa ci aspettiamo da questa partita e soprattutto dai primi minuti? Un’Atalanta furiosa. Una Dea che riuscirà a proporre il proprio calcio fatto di corse in avanti, pressing a tutto campo e dominio della trequarti avversaria.

La partita di mercoledì potrebbe essere l’ennesima dimostrazione che questa squadra c’è e che dirà la sua fino a fine stagione in ogni competizione.

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