Più bravi a tenere che a comprare: la formula vincente della Lazio

Il 2019 resterà per i tifosi della Lazio l’anno delle grandi gioie e vittorie: la Coppa Italia e la Supercoppa Italiana sono i trofei che il club capitolino ha messo in bacheca a distanza di soli 6 mesi l’uno dall’altro. Il merito va naturalmente ai giocatori che, sotto la guida attenta di Simone Inzaghi, da anni riescono a produrre un gioco semplice, concreto e diretto tanto mettere Ko in soli 15 giorni la Juventus di CR7 & Co.

Ma dietro a questo continuo evolversi della squadra c’è anche la gestione societaria la quale, attraverso il binomio ormai vincente Lotito-Tare, riesce a concludere le stagioni senza mai dover effettuare cessioni importanti per poter riequilibrare il proprio status economico.

I SEGRETI VINCENTI

Naturalmente dietro ad un expolit così importante c’è una una programmazione ben dettagliata costruita sin dai primissimi giorni del ritiro estivo. Il dato più eclatante visto in questa prima parte di stagione riguarda l’attacco: Immobile, Correa e Caicedo riescono a giocare con una semplicità disarmante. L’attaccante ex Torino e Genoa è già a quota 17 reti mentre El Tucu ha mostrato una netta crescita in fase offensiva diventando anche più cinico sotto porta, confermando quindi la tesi del tecnico Piacentino il quale ha voluto fortemente il suo rinnovo.

La difesa, invece, guidata da Francesco Acerbi, riesce a garantire partita dopo partita maggior solidità tanto incassare pochi goal rispetto alle scorse stagioni. Alla base di tutto ciò vi è anche un ulteriore elemento: la chiarezza dei ruoli. Ognuno, infatti, sa quale posizione ricoprire tanto da avere coppie per tutti ruoli e soprattutto con qualche asso nella manica da lanciare a partita in corso.

L’ORGANIZZAZIONE SOCIETARIA: QUANDO FAR CRESCERE I PROPRI GIOCATORI RISULTA ESSERE PIU’ IMPORTANTE DI COMPRARE

Lo stile della Lazio durante il calciomercato sia estivo che invernale è ormai conosciuto a tutti. La dirigenza, infatti, si proietta sempre verso acquisti mirati senza mai effettuare spese folli come avviene negli altri club di Serie A senza raccogliere i frutti sperati. L’acquisto dell’esterno Manuel Lazzari è l’esempio lampante di come la Lazio preferisce puntare su giovani talenti che conoscono già il campionato e che hanno margini di crescita esponenziali; l’ex Spal, al momento, è uno dei giocatori più importanti all’interno dello scacchiere biancoceleste, passo decisivo per la conquista di un posto nella nazionale italiana in vista degli Europei del prossimo anno.

Da scoprire ancora, invece, sono i vari Vavro e Jony: se per il secondo ci sono state maggior chance di giocare, è il difensore classe 93′ a far riscontrare dati più negativi. Arrivato a Roma come il “classico colpo alla Tare”, l’ex Copenaghen ha mostrato diverse difficoltà di adattamento sia al calcio italiano che all’idea di gioco di Inzaghi tanto da collezionare solo 8 presenze tra Campionato ed Europa League, mentre con la nazionale slovacca continua ad essere un punto di riferimento.

A rafforzare maggiormente la filosofia della Lazio è lo sforzo effettuato, soprattutto a livello economico, per mettere i vari gioielli Milinkovic-Savic e Luis Alberto. Per il primo erano arrivate offerte importati dalla Premier League ma Lotito ha sempre cercato di trattenere l’asso serbo e tutti gli altri elementi per poter ambire a traguardi più prestigiosi degni della storia laziale.

Non c’è più, quindi, l’idea di dover far crescere i diversi talenti per poterli poi rivendere effettuando così delle plusvalenza; la Lazio ora ha una mentalità tale che la stabilisce tra le big della Serie A sia per il livello tattico che per la qualità messa in campo ogni domenica.

Da registrare, inoltre, è il continuo lavoro della dirigenza per poter far riavvicinare il tifo alle proprie attività: negli ultimi anni ,infatti, si è creata una simbiosi tra la squadra e l’ambiente colmata dalla vittoria di trofei e da iniziative significative come l’apertura dello store in centro a Roma e la vendita di biglietti a prezzi ridotti per poter garantire un ingente partecipazione.

Si tratta di un evento abbastanza importante dopo anni trascorsi in conflitto con il presidente per via di una chiusura da parte della società senza alcun tipo di dialogo con l’ambiente.

CONDIVIDI
Classe 1994, studia Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Sabino di nascita e napoletano di adozione, coltivo la passione per il calcio e per la scrittura tanto da analizzare tutto ciò che ruota intorno a tale sport. Obiettivi futuri? Descrivere un calcio che unisce e da speranza a tutte le persone, senza differenze tra colori e categorie.

Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.novantesimo.com/home/wp-content/themes/Newspaper/includes/wp_booster/td_block.php on line 1008