Pirlo alla Juventus: un all-in al buio che può risultare vincente

Andrea Pirlo - Conferenza Stampa Presentazione Juventus U23 - Foto Juventus FC

Cambio in panchina in casa Juventus: all’indomani della bruciante eliminazione agli ottavi di finale di Champions League contro il Lione, il sodalizio bianconero ha deciso di dare il benservito a Maurizio Sarri, capro espiatorio di un’annata che, al cospetto delle ultime nove, potrebbe risultare da dimenticare. Ci soffermiamo sul condizionale, ricordando che – seppur in maniera meno netta rispetto al passato – la Juventus ha conquistato l’obiettivo minimo (nono campionato consecutivo, seppur chiudendo appena a +1 dall’Inter) e perso ai rigori in finale di Coppa Italia. Il fatto di avere in squadra calciatori di livello come Cristiano Ronaldo e Dybala, tuttavia, avrebbe moralmente imposto un cammino diverso in chiave europea, con i bianconeri che non hanno neanche strappato il pass per le Final Eight in Portogallo. Un risultato che non è frutto soltanto di scelte tecniche errate, ma anche di un calciomercato insufficiente che non ha portato in dote allo staff tecnico dei calciatori all’altezza per nuovo progetto. Come sempre, a pagare è l’allenatore, che ha la colpa di non aver provato a mischiare le carte e adattarsi ai giocatori in organico, fossilizzandosi nel proporre il tridente nel reparto offensivo.

Da Allegri a Sarri: il cambio di filosofia

Riavvolgiamo il nastro e torniamo al 16 giugno 2019, data in cui la Juventus – dopo la separazione con Massimiliano Allegri – decide di dare un taglio netto con il passato e affidare la panchina bianconera a Maurizio Sarri, profeta di un gioco spumeggiante e calcio champagne che, nelle stagioni precedenti, aveva raggiunto due secondi posti a Napoli e conquistato una Europa League con il Chelsea.
Una scelta, quella della Vecchia Signora, che ha di fatto sconfessato uno dei propri dogmi presente da tanti decenni: quella famosa frase di Boniperti sintetizzata con un ‘vincere non è importante, è l’unica cosa che conta’, accantonata in favore di un miglioramento dal punto di vista della spettacolarità del gioco che, durante l’era Allegri, era risultato poco vivace, in quanto il modo di giocare del tecnico livornese era più orientato verso uno stile conservativo e di amministrazione del risultato e delle energie, anziché affondare il colpo.

Il dopo Sarri: Andrea Pirlo, futuro da predestinato?

A sorpresa, il sostituto di Maurizio Sarri è un tecnico all’esordio assoluto in panchina: Andrea Pirlo, fresco di ufficializzazione nei giorni scorsi come allenatore della squadra bianconera Under 23. Campione del Mondo in Germania nel 2006, ha vestito la maglia bianconera dal 2011 al 2015 rivelandosi uno degli eroi della rinascita bianconera dopo i due settimi posti che risultano il periodo più buio del post-Calciopoli per la Juventus. A lui, il compito di risollevare l’ambiente bianconero e condurlo alla vittoria europea tanto attesa e che, da calciatore, ha già raggiunto per ben due volte con la maglia del Milan.

Sbagliato il paragone con Zidane: gavetta interna per il tecnico del Real

A differenza di Zinedine Zidane, Andrea Pirlo si cimenta direttamente alla guida di uno dei club più prestigiosi d’Europa. Infatti, Zizou ha avuto la possibilità di svolgere una gavetta interna nelle Merengues: nella stagione 2013-2014 ha assaporato la visione da allenatore (e non da calciatore) al fianco di uno dei tecnici più vincenti della storia come Carlo Ancelotti, per poi nelle due stagioni seguenti dare una propria identità al Real Madrid Castilla, formazione B dei Blancos, guadagnandosi l’approdo in Prima Squadra a stagione in corso in seguito all’esonero di Rafa Benitez.
Cammino che sarebbe potuto risultare simile anche per Andrea Pirlo, ufficializzato soltanto dieci giorni fa alla guida della Juventus U23: il tecnico bresciano, di conseguenza, non potrà ripercorrere il percorso di Zizou, in quanto si affaccerà da subito dalla porta principale del palcoscenico bianconero.

Paragone con Zidane non del tutto errato: due grandi ex centrocampisti alla ribalta del calcio mondiale

Nel calcio italiano ed europeo, sono tanti gli ex centrocampisti che, una volta appesi gli scarpini al chiodo, sono rimasti nel mondo del calcio intraprendendo con successo la via da allenatore. Pep Guardiola, Carlo Ancelotti, Massimiliano Allegri, Diego Simeone, Giovanni Trapattoni, Antonio Conte, Arsene Wenger, Fabio Capello, Luis Enrique, Johan Cruijff, Didier Deschamps e Zinedine Zidane sono soltanto alcuni dei tanti nomi nel calderone che hanno in comune il fatto di aver ricoperto da calciatori il ruolo di centrocampisti. Una posizione in campo che richiede una grande qualità mentale nonché una visione di gioco non indifferente, propendendo per una panoramica a tutto tondo utile in un’esperienza in panchina. Per questo motivo, il paragone tra Andrea Pirlo e Zinedine Zidane non può essere definito errato, in quanto il primo ha tutte le carte in regola per rientrare tra i tecnici emergenti del futuro, insieme a Frank Lampard, Steven Gerrard, Mikel Arteta, Gennaro Gattuso e Roberto De Zerbi.

Inesperto sì, ma non troppo

Allenare la Juventus è difficile per tutti, soprattutto per un esordiente assoluto: tuttavia, nel corso della sua carriera da calciatore, Andrea Pirlo è stato allenato da alcuni dei migliori tecnici a livello europeo: da Carlo Ancelotti a Marcello Lippi, senza tralasciare Mircea Lucescu, Carlo Mazzone, Massimiliano Allegri e Antonio Conte. Tecnici da cui ha potuto acquisire esperienza che ritroverà nel bagaglio personale ora che dovrà indossare il fischetto al collo.

L’arrivo di Pirlo alla Juventus: soluzione ideale per risollevare l’ambiente?

La scelta di Andrea Pirlo sulla panchina bianconera può essere vista da un’altra prospettiva: quella di rilanciare, come già detto, il club da una stagione ricca di luci ed ombre. Avendo vissuto già in passato lo spogliatoio, mantenendo sempre un comportamento impeccabile, mister Pirlo può essere presentato ai tifosi come un tecnico dall’indiscusso valore umano che, pertanto, avrà il sostegno della piazza e della Società. All’interno del proprio organico, la Juventus vanta elementi cardini dello spogliatoio con cui Pirlo ha lavorato per anni, su tutti la vecchia guardia composta da Buffon, Chiellini e Bonucci.


Inoltre, la Juventus ha dimostrato ampiamente – come ricordato anche da un’uscita ironica di Maurizio Sarri nel corso dei festeggiamenti – di essere una squadra forte, in grado di confermarsi anche per le prossime stagioni nel campionato italiano. Pertanto, al club bianconero, più che un tecnico in grado di spostare gli equilibri è necessario un allenatore-gestore, in grado di imporsi con personalità all’interno di alcune dinamiche di spogliatoio che conosce bene avendo vissuto l’ambiente.

Lavorare ad un nuovo ciclo vincente, non cestinando il passato

Nonostante la mancata vittoria della Champions League che potrebbe rivelarsi l’ossessione futura in casa bianconera, il ciclo vincente che ha visto protagonisti Conte-Allegri-Sarri può essere considerato (senza la ciliegina sulla torta) come il migliore nella storia del club, con nove trionfi in campionato in altrettante stagioni.
Il lavoro di Andrea Pirlo dovrà ora essere incentrato sul ripartire da quanto di buono lasciato in eredità, non stravolgendo quanto fatto dai suoi predecessori: la sua idea di calcio, da quanto rivelato, sarà legata ad un gioco propositivo, pertanto la scelta di Agnelli & Co. può ricadere da questo punto di vista verso un percorso di continuità rispetto ad una filosofia sposata la scorsa estate. Punto cruciale sarà la ricostruzione di un centrocampo che in questa stagione è risultato essere il tallone d’Achille: da ex centrocampista, spetterà a lui mettere ogni pedina al proprio posto, pretendendo rinforzi all’altezza oltre a quello già annunciato di Arthur Melo. Infine, ma non per ordine di importanza, bisognerà valutare la risposta del tecnico lombardo alle pressioni esterne: se da un lato, per non bruciarsi immediatamente, dovrà essere lasciato libero di sbagliare e di sperimentare essendo alle prime panchine. Pertanto, fossilizzarsi su un determinato schieramento potrebbe risultare controproducente per lui e per il cammino della Juventus. Spogliatoio, tifosi e Società sono dalla parte di Pirlo: ora a lui ricambiare la fiducia. Ci riuscirà?

Paolo Volpe – Christian Attanasio

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Classe '97, studente di Economia. Amante del calcio e delle sue sfaccettature a tutto tondo.

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