Pipita, è stato solo un anno di pausa: con Sarri per dimostrare (ancora) chi è

Se la carriera di Gonzalo Higuain venisse rappresentata in un grafico avremmo ovviamente il picco nella stagione 2015/16, quella delle 36 reti in campionato con il Napoli. “Nessuno come lui”.
Poi il trasferimento alla Juventus. Nelle due stagioni in bianconero non arriva ai livelli raggiunti in Campania, ma il suo apporto è più volte fondamentale.
A Torino però arriva Cristiano Ronaldo e il Pipita è costretto a cambiare aria. Si va a Milano, sponda rossonera.
Qui arriviamo alla stagione 2018/19: il punto più basso del grafico della carriera di Higuain. E di quella dannata stagione c’è, a sua volta, un punto più basso: 11 novembre 2018, Milan – Juventus. Quella che doveva essere la partita più importante dell’anno per lui, quella contro la squadra che lo aveva sostituito, è diventata un incubo. Rigore sbagliato, espulsione e crisi di nervi. Sembrava la fine di un mito, la caduta degli dei.

Il Milan capisce che quello di Higuain è un amore mai sbocciato e decide di privarsene già a gennaio, puntando su Piatek. E allora per Gonzalo altro trasferimento, questa volta al Chelsea. “Con Sarri potrà rilanciarsi”, era il pensiero comune. Ma niente, o quasi. Con i Blues un totale di 18 presenze e 5 gol. Non bastano, gli inglesi non lo riscattano e Higuain ritorna a Torino.

Ed eccoci qui al presente. Da inizio mercato Higuain è stato accostato a decine di squadre, come se la Juventus dovesse per forza liberarsi di questo attaccante di quarta fascia. Come se una stagione sottotono avesse cancellato chi è Gonzalo Higuain. Alla fine, però, l’argentino è rimasto a Torino. E, secondo noi, i bianconeri e Sarri hanno fatto la scelta giusta.

Quando parliamo del Pipita parliamo di uno degli attaccanti più completi non solo del nostro campionato, ma dell’intero panorama calcistico mondiale. Ovviamente alla soglia dei 32 anni le gambe e il fisico non sono più quelli di una volta ma, non ce ne vogliano gli altri centravanti, oggi Higuain giocherebbe titolare in 20 squadre su 20 in Italia.

Tecnica sopra la media, visione di gioco, strapotenza fisica e, come se non bastasse, clamoroso finalizzatore. Date la palla ad Higuain e state certi che qualcosa accadrà.

Al Chelsea non è bastato neanche Maurizio Sarri per accendere in lui la scintilla, ma siamo certi che in bianconero la storia sarà diversa. Conosciamo tutti i suoi limiti, che sono soprattutto mentali e psicologici, abbiamo imparato a conoscerli in questi anni.
Ci fidiamo però della sua voglia di rivalsa e, soprattutto, del suo talento, uno dei più cristallini del nostro calcio.

Probabilmente, anzi sicuramente, non eguaglierà mai la stagione dei 36 gol, quella è irripetibile. Se però dovessimo puntare su un giocatore, punteremmo sul Pipita.

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Classe 1997, studente di Culture Digitali e della Comunicazione presso l'Università Federico II di Napoli. Da sempre appassionato di calcio, con il sogno di diventare giornalista. Web content e Social Media Manager per il Napoli Calcio a 5.

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