La cura Pioli per “normalizzare” il Milan: ecco perché il tecnico può essere l’uomo giusto

“Ci vogliono forza e coraggio, anche se chi ti ha già deluso doveva darti ancora il peggio” recita il testo di una celebre canzone di Alessandra Amoroso.

Parole che bene potrebbero applicarsi al momento attraversato dal Milan. Il club rossonero ha sin qui collezionato, nelle 7 gare disputate in Serie A, un magrissimo bottino (9 punti), arrivando ad optare per un cambio in panchina nonostante la vittoria esterna di Genova. Risultati che hanno spinto la Curva Sud a prendere una netta posizione nei confronti della società, in primis con striscioni dedicati negli ultimi match disputati dal Diavolo ed, in seguito, con un duro comunicato diramato solo qualche giorno fa. Una cornice pessima, quasi non bastassero le varie problematiche alle quali Paolo Maldini e Zvonimir Boban dovranno venire a capo.

MILAN, LE ORIGINI DEL MALE

Le difficoltà dei meneghini però, originano ben prima dell’avvio in campionato: sulla testa del club infatti, grava una spada di Damocle dall’identikit ben noto: Fair Play Finanziario, per gli amici – in sigla – FFP. Un dettaglio che i cugini interisti hanno già assaporato in precedenza e che ora dovranno scontare dalle parti di Via Aldo Rossi. Il tutto si è inevitabilmente abbattuto sul mercato condotto dalla dirigenza, spingendola a puntare su profili giovani e di prospettiva. Tradotto: possibilità elevatissime di non poter godere di un riscontro immediato, fatta eccezione per l’ottimo Leao, le cui qualità messe in mostra nel derby e contro la Fiorentina hanno fatto “drizzare” le orecchie di molti.

IDEE POCO CHIARE E CAMBI REPENTINI: IL MILAN DI GIAMPAOLO AFFONDA

La squadra è stata inizialmente affidata a Marco Giampaolo, protagonista assoluto a Genova per aver disegnato una Sampdoria mai così bella e in grado di dar battaglia a chiunque. Una sola macchia, ma non certo un dettaglio per chi vive il Milan ogni giorno: la fede interista dello stesso. Le prime uscite stagionali dei rossoneri portano subito all’esonero: l’ex coach empolese non riesce mai, di fatto, a riproporre quanto ammirato in blucerchiato. Impossibile non considerare, nel giudizio, le attenuanti descritte in precedenza e forse il mister di Bellinzona avrebbe meritato più tempo per imporre il proprio credo calcistico.

Al contempo però, ciò che maggiormente ha preoccupato il popolo rossonero è la mancanza di chiarezza a livello di idee tattiche: Giampaolo ha rivoltato il Diavolo come un calzino in più occasioni, cambiando giocatori, moduli e garantendo unicamente discontinuità, alla forsennata ricerca di quel bel gioco tanto chiacchierato. Segno, probabilmente, che l’enorme pressione avvertita stava prendendo il sopravvento. Essenzialmente, Giampaolo sbaglia perché forza i tempi alla ricerca della perfezione. In primis infatti, andavano garantiti i risultati, per poi puntare, con il tempo, all’estetica del gioco. Aspetto che, tra l’altro, viene da sé quando un organico diviene consapevole della propria forza.

IL FLOP-SPALLETTI E LA VIRATA SU PIOLI: TIFOSI FURIBONDI

Voltando pagina, il Diavolo dimostra comunque di non aver imparato da alcuni errori del passato: dopo aver lavorato per giorni ad un accordo con Luciano Spalletti, dichiarato obiettivo numero uno per la guida tecnica rossonera, la trattativa si arena per discordie tra l’ex tecnico nerazzurro e la proprietà interista sulla buonuscita da garantire al “Mastrolindo” di Certaldo. I media ne approfittano per attaccare una società che non pare aver più né capo né coda.

Non potendo più tornare sui propri passi con Giampaolo, la comitiva vira su Stefano Pioli. Anche lui interista, oltre che grande ex sulla panchina dei cugini. La scelta non riscuote un gran successo tra i fedelissimi, anzi: sui social dilaga l’#PioliOut, senza nemmeno aver visto all’opera il nuovo mister. Una reazione per certi versi giustificata, ma eccessiva. Per un paradosso, lo stesso Pioli potrebbe risultare il tecnico giusto al posto giusto. Perché? Ci arriviamo tra un attimo.

UN “NORMALIZZATORE” PER IL MILAN: PIOLI UOMO GIUSTO AL POSTO GIUSTO?

Conosciuto con il titolo di “Normalizzatore”, l’ex Fiorentina è spesso subentrato a Campionato inoltrato in passato, portando in dote nuova linfa per il club in questione. Pioli non attua “stravolgimenti tattici”, mettendo a soqquadro – nel caso dei rossoneri – un ambiente di per sè già abbastanza confuso, bensì riparte dalle certezze, ripristinando l’equilibrio in campo. Moduli tipo: 4-2-3-1 e 4-3-3, ma senza un vero e proprio schema rigido. Il coach parmigiano dimostra infatti apertura mentale ed intelligenza tattica, adattandosi alle risorse di cui la rosa dispone. Inoltre, proprio l’esperienza all’Inter ci fornisce qualche indicazione in più: Pioli ripartì proprio dai risultati, aspetto latitante in quell’annata nerazzurra. Agli ordini di una squadra che giocava indubbiamente male, Stefano ripristinò la continuità di risultati, fino a giungere all’estetica desiderata.

Ciò in cui però ci attendiamo una maturazione da Pioli è nella gestione dei momenti bui: quando i cugini trovarono ostacoli in quel finale di stagione che costò all’Inter la qualificazione alla Champions League, l’attuale mister rossonero perse il controllo della situazione, non riuscendo più – di fatto – a ripartire. Il tutto gli valse un conto salatissimo: l’esonero ad anticipare il rush finale di quella turbolenta annata.

Oggi il Milan si attende certamente di più da Pioli sotto questo aspetto. Onde evitare ulteriori catastrofi, da Via Aldo Rossi sarebbe filtrata la voce di un accordo verbale tra allenatore e società in merito ad una possibile rescissione consensuale in caso di mancata qualificazione alla prossima fase a gironi di Champions League. Proprio l’obiettivo fallito dallo stesso sull’altra sponda del Naviglio. Ma questa è un’altra storia, in cui il finale potrebbe raccontare ben altro. “Forza e coraggio” dunque, ma anche ottimismo: Pioli normalizzi questo Milan a partire dai risultati. Le premesse ci sono tutte, la palla ora passa al campo. In attesa di un finale diverso. Di un finale rossonero.

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Vice Direttore Radio Frequenza Rossonerazzurra, Redattore Novantesimo.Com, Ex Direttore "L' Inter Siamo Noi"

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