“Il prossimo Messi? Ce l’abbiamo già, si chiama Pellegri”.

Lo diceva Enrico Preziosi, 2 anni e mezzo fa, quando Pietro era solo un ragazzino di 14 anni che, militando nelle giovanili del Genoa, e nelle nazionali Under, si divertiva a far letteralmente impazzire le difese avversarie. Forse, però, Pietro sotto sotto lo sapeva già che non gli sarebbe bastato.

No, perchè a lui non sarebbe mai bastato battere solo dei ‘semplici’ record anagrafici, pur essendo il più giovane giocatore ad esordire in Serie A, pur essendo il più giovane giocatore a segnare in Serie A, facendosi scoprire dal Genoa, che invece, affrontava una Roma che salutava il suo più grande campione, Francesco Totti. No, a lui tutto questo non sarebbe mai bastato.

Perchè Pietro è nato e cresciuto a Genova. È genoano ed ha giocato in tutte le squadre giovanili del Genoa, arrivato dalla Pegliese, un anno prima, un 2001  aggregato con i 2000, perchè già si vedeva quel qualcosa in più. E come se non bastasse, suo padre è team manager della prima squadra. Bene, se le cose stanno così, a te non interessa battere record, ma altresi, battere il portiere proprio sotto la gradinata Nord dello stadio Luigi Ferraris. Ecco, allora si, che puoi dire di essere contento, allora si, che la tua carriera è veramente iniziata.

Esplodere di gioia, per ben 2 volte, insieme ad un muro rosso e blu, del quale ti senti parte, è un’emozione che non si può descrivere, ma si può vedere, nelle lacrime di Pellegri, padre, in panchina accanto a Juric. L’espressione più bella del calcio, quasi nascosta, in silenzio, ma rumorosissima.

 

 

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Nato nel 96' nella città "Superba per uomini e per mura" il destino mi ha concesso di innamorarmi del calcio, e quindi del Genoa. Grande appassionato di sport in generale, studio Giurisprudenza all'università di Genova e provo a raccontare il calcio, una parola alla volta, un'emozione dopo l'altra.

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