Pescara, Sebastiani: “Deluso da Zeman, l’ho esonerato per rispetto dei giocatori”

Dopo la sconfitta esterna di sabato pomeriggio per 2-0, rimediata in quel di Cittadella per mano degli uomini di Roberto Venturato, il Pescara ha comunicato l’esonero al tecnico Zdenek Zeman, frutto di uno scialbo 13° posto, a -4 dalla zona playoff.

Intervenuto ai microfoni di RMC Sport, Daniele Sebastiani, presidente del club abruzzese, ha voluto esporre le ragioni che l’hanno spinto a esonerare il boemo, il quale ha chiuso a malo modo la seconda esperienza sulla panchina del Delfino: “Quella con Zeman è stata una separazione dolorosa e non voluta.

Contro il Cittadella abbbiamo giocato bene, purtroppo gli episodi non hanno girato a nostro favore. Il mister non è tornato a Pescara per una riunione concordata ma è andato a Roma: per rispetto dei giocatori presenti all’incontro l’abbiamo dovuto esonerare. Dispiace, perché altrimenti sarebbe rimasto con noi: per me è un fallimento del progetto.

Il Pescara in questi anni ha dimostrato di non essere una società mangia allenatori. Quando in estate è tornato Zeman, tutti avevano in mente la squadra di 6 anni fa, ma la rosa di adesso è totalmente diversa: non ci sono gli Immobile, gli Insigne e i Verratti”.

Si sente ferito dal comportamento di Zeman?
“Sono deluso, ho sempre creduto in lui, anche nei momenti difficili non è mai stato messo in discussione. Le ferite sono altre. Se è cambiato? Ha la stessa voglia di allenare, ma il tempo passa per tutti. Rispetto al passato è cambiato il modo di approcciarsi con i ragazzi, ora non c’è una regola per tenere i rapporti con i calciatori, bisogna personalizzarli”.

Sul ritorno del direttore Giorgio Repetto:
“Sarebbe tornato a prescindere a fine campionato, ora sarà molto vicino al mister. La crisi di due anni fa è stata superata, ognugno ha capito i propri errori: Giorgio è un professionista che può dare tanto a questo mondo. Leone invece si occuperà della parte più operativa, dello scouting”. A riportare è la redazione di Tuttomercatoweb.

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Classe 1998, studio Lettere Moderne. Napoletano di nascita ma fedele e viscerale interista dall'infanzia. La profonda passione per il calcio è una costante della mia vita. Amo la scrittura e le lingue straniere, in particolar modo lo spagnolo e il francese.