Il giocatore del Pescara, Sulley Muntari, ha rilasciato un’intervistai ai microfoni della FIFPro ovvero il sindacato internazionale dei calciatori .

“Finalmente sono stato ascoltato. Gli ultimi giorni sono stati molto duri per me, ero arrabbiato e mi sono sentito isolato. Sono stato trattato come un criminale, punito nonostante fossi vittima del razzismo. Spero che questa vicenda contribuisca a evitare che altri calciatori possano soffrire casi del genere e che segni un punto di svolta in Italia, oltre che mostrare al mondo quanto sia importante difendere i propri diritti. E’ una vittoria importante, il messaggio è che non c’è posto per il razzismo nel calcio e nella società in generale. Ringrazio la FIFPro, l’Onu e tutti quelli che mi hanno sostenuto e aiutato in questi giorni”.

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Campano di nascita e siciliano d'adozione, classe 93' e passato da terzino destro. Ho successivamente capito che rendo meglio da giornalista che come calciatore.

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