Il portiere del Pescara Vincenzo Fiorillo ha rilasciato alcune dichiarazioni a La Gazzetta dello Sport sul delicato tema del razzismo presente negli stadi e nel mondo del calcio in generale. Ecco quanto riportato da Tuttomercatoweb.com:

“Nelle curve esiste ancora un’intolleranza etnica. E non solo per gli ebrei. Nonostante andiamo avanti veloci in tante cose, ci sono modi di pensare da medioevo. Ce ne accorgiamo tutti i giorni. Quando c’è da costruire delle moschee, ad esempio, ci si accorge che la maggior parte delle persone sono contrarie. Predichiamo bene e razzoliamo male.

Ormai c’è la moda che allo stadio si sfogano i problemi sulla squadra del cuore. E noi calciatori paghiamo, perché in quel momento non si parla più di persone, ma di una prestazione o di un risultato. L’uomo non c’è più, un po’ come nel libro. Devi essere molto forte perché all’improvviso diventi la parata che hai fatto o l’errore che hai fatto”.

Papa Francesco ha detto che i centri di accoglienza sono i nuovi lager: che ne pensa?
“Non saprei. Dico però che sono il meno razzista del mondo. Se uno va via dal suo Paese per provare a migliorare la vita, tanto di cappello. Le brutte azioni non le fanno solo quelli che vengono da fuori, anche chi sta qui. Lo spogliatoio, per fortuna, è il posto meno razzista che esista”.


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