Perché nessuna big vuole puntare su Memphis Depay?

Qualche perla dell’ultima stagione dell’attaccante olandese

Che tipo di giocatore è Memphis Depay?  Ha finalmente raggiunto il massimo della sua maturità? Il suo percorso può definirsi quasi completo, nel quale mancherebbe solo il salto in una big? Soprattutto, perché nessuno considera Depay un “big” e, di conseguenza, un attaccante di primo livello che innalzerebbe la qualità del reparto offensivo della squadra nella quale si trasferirebbe?
Proviamo a dare delle risposte a dei quesiti menzionati qua sopra, andando a raccontare la carriera di un calciatore ancora giovane e che, forse, è esploso troppo presto dal punto di vista del talento ma non di quello della serietà e mentalità giusta.
In due stagioni e mezzo (compreso l’inizio di quella attuale) con la maglia del Lione, nel quale è arrivato il 20 gennaio 2017 per 20 milioni di euro + 4 di bonus, ha realizzato 45 reti e 42 assist in 126 presenze, dimostrando il suo valore non solo dal punto di vista realizzativo ma anche in quello di assist man, riuscendo a reggere da solo come unica punta l’intero peso del reparto offensivo del Lione. La sua trasformazione in prima punta è avvenuta proprio con i francesi, dopo che nei Mondiali del 2014 con l’Olanda ed, ovviamente, prima col PSV e poi con il Manchester United si disimpiegò come ala sinistra.

Come mai Depay ha fallito con il Manchester United?

Alcune delle sue splendide giocate con la maglia dei Red Devils

Proprio la parentesi ad Old Trafford è stato il punto più buio della carriera del classe 1994 olandese: arrivato dal PSV per 30 milioni di euro e voluto da van Gaal, lo stesso allenatore che lo mise in luce ai Mondiali, Depay decide di approdare nel glorioso club di Manchester andando a scegliere come numero di maglia la 7, lo stesso numero appartenuto in precedenza a mostri sacri come Cristiano Ronaldo, Beckham, Best e Cantona, senza dimenticare che è stato il quarto giocatore a passare dal club di Eindovhen allo United dopo Stam, Park Ji-Sung e van Nistelrooij.
Tutto questo può far capire l’enorme pressione che il giovane olandese, ai tempi solo ventunenne, potesse avere sulle proprie spalle. A Manchester il suo rendimento è altalenante, soprattutto per quanto concerne la prima stagione, salvo poi rifarsi alla seconda annata ma venendo poi messo ai margini della rosa a causa di alcune dichiarazioni poco gradite al club. In particolare il suo carattere molto forte e la sua esuberanza non riescono ad amalgamare con i diavoli rossi, mettendolo spesso e volentieri in cattiva luce e costringendolo, all’età di 23 anni, nel tentativo di recuperare le annate non felici vissute allo United e concluse con 7 reti in 56 presenze totali. Proprio il rapporto controverso con il top club inglese è probabilmente la causa principale per la Depay non riesce a trovare spazio in una big del calcio europeo.

Depay è un patrimonio del calcio e non va perso

La sua straordinaria annata nel 2017/2018

Il suo talento è indiscusso, basti pensare a come sia riuscito a trascinare con i suoi gol al terzo posto in classifica il Lione nel 2017/2018 ed agli ottavi di Europa League.
La sua media realizzativa inoltre si è di molto innalzata da quando veste la maglia dei francesi, facendo capire quanto possa essere utile per qualsiasi reparto offensivo: è in grado di giocare sia da ala che da prima punta, oltre che anche da seconda punta essendo un calciatore con qualità tecniche sopra la media ed in grado di mettere facilmente in porta i compagni.
Il suo punto debole è forse un carattere troppo forte, dovuto anche alle vicende personali non propriamente felici, basti citare che il padre lo ha abbandonato quando aveva solo 4 anni ed è proprio questo il motivo per cui sulla maglia ha scritto Memphis e non Depay. Ultimamente però sembra essere riuscito a migliorarsi sotto questo punto di vista ed è pronto per il definitivo, grande, salto.
Un salto necessario, perché Depay è un grande calciatore che può ancora crescere, migliorare e maturare più di quanto abbia già fatto e dimostrato: in sintesi, Depay è uno dei pochi giocatori in grado di esaltare le folle con la sua tecnica e le sue giocate, un patrimonio che nel calcio sta andando sempre più velocemente alla deriva.

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Amante di Inter e del calcio in tutte le sue forme, Classe 1995, redattore di Novantesimo. Come la squadra che ama, si sente un po' pazzo anche lui a volte. Telecronista per Sportube e Helpdesk per BonelliErede. Hobby? Videogiochi, serie tv e libri.

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