Perché la Bundesliga riparte e la Serie A no: l’evidenza dei dati

Nei giorni scorsi si è discusso sulla. possibile data che darà il via alla ripresa della Serie A, a più di due mesi di distanza dallo stop dovuto al lockdown imposto per contrastare l’espansione del Covid-19. Si è parlato infatti, del 13 giugno per disputare le sole gare di recupero, mentre il 20 giugno dovrebbero tornare a scendere in campo tutte le squadre al completo.

Un’ulteriore ipotesi, dunque, per riprendere il campionato, la cui ripartenza è stata discussa a lungo, ma ciò nonostante si sta facendo tutt’ora aspettare. Immediati dunque i paragoni con la Bundesliga, primo tra i principali campionati europei a ripartire dopo il periodo di quarantena, con le squadre che sono scese in campo lo scorso 16 maggio in stadi completamente vuoti, scena che si dovrebbe replicare a breve nei nostri stadi.

Bundesliga e Serie A: il paragone tra la ripartenza dei campionati

Dopo la ripresa, infatti, del massimo campionato tedesco si sono fatte sempre più insistenti le richieste da parte delle società per ripartire, alla luce delle ingenti perdite già subite e che si verificheranno a causa del lungo stop. Il 28 maggio si avrà una risposta definitiva arriverà a seguito della riunione tra il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, la FIGC e la Lega Calcio, ma l’intenzione comune è quella di seguire il modello tedesco.

Ad ogni modo, il motivo principale che ha permesso alla Bundesliga di riprendere con largo anticipo rispetto alla Serie A e gli altri principali campionati europei sono stati i numeri, decisamente inferiori, in contagi e morti in Germania rispetto l’Italia. I contagi totali da inizio epidemia nel paese teutonico sono stati finora poco più di 178 000 contro i quasi 230 000 registrati all’interno dei nostri confini, ricordando i poco più di 8000 morti tedeschi contro gli oltre 32000 italiani (cifre arrotondate per eccesso o per difetto, ndr) da inizio pandemia: dati che hanno probabilmente costretto, comunque, l’Italia a ripartire con più cautela sia nel calcio che in altri settori.

E a proposito di Germania è proprio da lì che si può trovare un problema, che si è verificato anche in Italia con i casi della Fiorentina e Sampdoria: due settimane fa, infatti, tutta la squadra e lo staff della Dinamo Dresda, club militante nella Zweite Liga, è stata costretta a sottoporsi ad un periodo in quarantena in seguito alla sopravvenuta positività di due giocatori. Un rischio dunque concreto, anche se con ogni probabilità la soluzione adottata in questi casi sarà quella dell’isolamento del singolo giocatore positivo e non dell’intera squadra e staff.

Caso analogo si è verificato in Spagna, paese con numeri molto simili al nostro, in cui la Liga, in attesa di conferme ufficiali, non riprenderà prima del 12 giugno; senza dimenticare il caso estremo della Francia, dove si è deciso di concludere anzi tempo la Ligue 1 e le altre competizioni.

CONDIVIDI

Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.novantesimo.com/home/wp-content/themes/Newspaper/includes/wp_booster/td_block.php on line 1008