Patrick c’eravamo tanto amati, ma è giusto così: storia di una cessione che fa bene a tutti

Il 21 dicembre 1974 usciva nelle sale italiane “C’eravamo tanto amati”, regia di Ettore Scola. Non troviamo sinceramente parole migliori per descrivere il rapporto che ha legato Patrick Cutrone e il Milan per dodici lunghi anni.

In un periodo storico difficile come quello che il Diavolo ha attraversato negli ultimi anni, era praticamente impossibile che un giocatore come Cutrone non trovasse l’affetto dei tifosi. Frutto del vivaio, Milanista e con la voglia di spaccare il mondo e di conquistare San Siro. In questi anni il popolo rossonero ha visto passare a Milanello giocatori che di voglia di stare al Milan non è che ne avessero chissà quanta, quindi Cutrone era una manna dal cielo, la luce in fondo al tunnel. A chi affidarsi per risalire se non al giovane e promettente attaccante di fede milanista?

Perché è una cessione che fa bene a tutti

Se siete arrivati su questo articolo lo sapete, non c’è bisogno che ve lo dica io: Cutrone sta per lasciare il Milan, destinazione Wolverhampton. Il tutto potrà sembrare un enorme controsenso con quanto scritto poc’anzi. Le cose, però, vanno prima capite: solo in seguito si deve giungere a conclusioni. Chi sta scrivendo è stato il primo a storcere il naso (per usare un eufemismo) alla notizia di questa cessione, ma bisogna analizzare i fatti.

Aspetto economico

Partiamo dall’aspetto più crudo della questione, quello più aziendalista. In quanto frutto del settore giovanile, Patrick Cutrone per il Milan è una plusvalenza totale.
E’ orribile ragionare così? .
Stiamo tralasciando qualsiasi sentimento e stiamo pensando in termini solamente economici? .
Al giorno d’oggi è (purtroppo) necessario fare questi calcoli? Vedere risposte precedenti.

Viste le ultime annate disastrose a livello di bilancio, il Milan ha bisogno di cautelarsi da questo punto di vista. I soldi che arriveranno dalla cessione dell’attaccante comasco (18 milioni? 20 milioni?) saranno per le casse rossonere una benedizione. I tempi d’oro sono passati, il Milan per acquistare deve cedere, non c’è via di scampo.
Da questo ragionamento, la domanda più spontanea è: perché cedere per poi acquistare un sostituto del calciatore appena ceduto? Da qui, ci spostiamo al secondo punto.

Aspetto tecnico

Tutti, milanisti e non, ci siamo esaltati vedendo Cutrone. Oltre alla garra, il giovane attaccante ha dimostrato anche di avere un fiuto del gol superiore alla media. Ha dimostrato, però, anche molti limiti. Nulla che non si possa risolvere con l’esperienza e gli anni di carriera, ma al momento il Milan ha necessità di avere giocatori pronti. Cutrone diventerà l’attaccante titolare della Nazionale in futuro? Può essere, glielo auguriamo. Ad oggi, però, il Diavolo non può avere la certezza di poter contare su Cutrone. Chi arriverà a sostituire Cutrone farà peggio di lui? Non lo sapremo fino a maggio, ma la dirigenza rossonera è composta da persone intelligenti, per ora ci fidiamo. Ripetiamo: Patrick ha le potenzialità per diventare un signor attaccante, ma a luglio 2019 non è ancora un signor attaccante.
Cutrone va aspettato, preservato e gli va data la possibilità di giocare titolare: il Milan questo non può farlo.
E con questo ci spostiamo al terzo ed ultimo punto.

Titolarità

Come detto, Patrick Cutrone ha bisogno di giocare da titolare per limare i difetti che ha e per migliorare sempre di più. Vuoi per la presenza di Piatek, vuoi per i limiti di Cutrone, la certezza della titolarità in rossonero non l’avrebbe mai avuta. Ed ecco quindi che la cessione diventa necessaria non solo per il Milan, ma anche per lo stesso giocatore. Siamo sicuri che in futuro Cutrone potrà togliersi molte soddisfazioni e potrà ambire ad una carriera da titolare in una squadra di Serie A, ma adesso è tempo per maturare.

Per far esultare i grandi stadi, giocare con la Nazionale e vincere trofei c’è tempo. Anche perché, come ricorda un coro della Curva Sud Milano, se c’è in campo Cutrone è gol.

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Classe 1997, studente di Culture Digitali e della Comunicazione presso l'Università Federico II di Napoli. Da sempre appassionato di calcio, con il sogno di diventare giornalista. Web content e Social Media Manager per il Napoli Calcio a 5.

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