Pato era uno dei gioielli pregiati del Milan, arrivò per una cifra vicina ai 22 milioni ad appena 17 anni dall’Internacional de Porto Alegre.

Il giocatore, ora al Tianjin in Cina, ha parlato ai microfoni de La Gazzetta dello Sport nell’edizione odierna: “Berlusconi per due volte ha cercato di trattenermi. La prima nel gennaio 2012: non andare al Psg non fu una mia scelta. Barbara (Berlusconi, ndr) mi disse che suo padre voleva parlarmi, il presidente mi chiamò mentre facevo colazione e mi disse: ‘Tu non andrai via, sei il nostro simbolo’. Ho rispettato la sua volontà”.

Proseguendo: ”Il ritorno in Brasile? Continuavo ad avere problemi fisici. Per Berlusconi ero sempre incedibile, ma andai da lui e lo convinsi. Gli dissi che era per il mio bene. Dovevo ritrovare fiducia nel mio corpo. Qualcuno, anche nel Milan, mi disse che non sarei più riuscito a giocare, ma io sapevo che non era così. Per questo sono andato via. Dovevo cambiare modo di allenarmi e i tempi di recupero. Al Corinthians in 20 giorni mi hanno modificato la preparazione e ho ricominciato a stare bene”.

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Pasquale Rosolino, 92 d'annata. Editore di Novantesimo.com. Troppo malato di calcio, se non sto scrivendo ne sto parlando e se non ne sto parlando? Sto sognando! Editor per Visit Naples.

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