Partenza da incubo: quali sono i problemi di Di Francesco alla guida della Sampdoria?

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La Sampdoria ha iniziato il proprio campionato come peggio non poteva, due sconfitte su altrettanto partite subendo 7 gol e segnandone solamente 1, su rigore. La nuova stagione targata Di Francesco poteva dunque partire decisamente meglio, anche se le difficoltà riscontrate sembravano già preannunciate alla vigilia dell’esordio contro la Lazio.

MERCATO INSUFFICIENTE

Il mercato blucerchiato è stato abbastanza deludente, nessun colpo in grado di far sognare la piazza e soprattutto due partenze eccellenti come quelle di Andersen e Praet, non degnamente sostituiti.

Il mercato è ufficialmente chiuso da due giorni, per cui servirà aspettare gennaio prima di riparare agli errori. Ma gennaio è troppo lontano, ora Di Francesco deve lavorare col materiale a disposizione per limitare i problemi e regalare il prima possibile una vittoria ai tifosi.

CONFUSIONE SOCIETARIA

Non a caso abbiamo citato la parola “problemi”, posta volontariamente al plurale, perché il mercato non è l’unico fattore negativo che ha influenzato, e probabilmente lo farà per tutta la stagione, il percorso della Sampdoria. C’è da menzionare la situazione societaria, molto incerta, con Ferrero che potrebbe lasciare ma le voci circolano da mesi e l’ambiente doriano può essere sicuramente scosso da questa instabilità. Quando i piani alti trasmettono insicurezza e confusione inevitabilmente anche i giocatori e tecnico ne sono indirettamente coinvolti.

DA RISERVE A TITOLARI

Tornando a questioni tecniche, ci sarebbe più di un discorso da trattare, alcuni legati al mercato come già spiegato in precedenza. Oltre a non aver acquistato giocatori all’altezza, è doveroso fare un paragone con la rosa avuta a disposizione da Giampaolo, tecnico che ha lasciato il posto proprio a Di Francesco. Primo punto, le gerarchie. Qui non è colpa di Eusebio, qualche responsabilità ce l’ha anche lui ma ne discuteremo successivamente. Anno scorso giocatori come Linetty, Jankto, Vieira non erano considerate prime scelte, ora sì. I primi due per gran parte della scorsa stagione si sono alternati ma i titolari erano Praet e Ekdal. Vieira, con poca esperienza se non nulla in Serie A ora deve raccogliere la pesante eredità del belga, mossa che all’apparenza può sembrare azzardata.

MODULO, SERVE DAVVERO IL 4-3-3?

Un altro problema, qui entra in gioco Di Francesco, riguarda il modulo utilizzato. Ogni tecnico ha il suo schema preferito ma è opportuno adottare un modulo funzionale alle caratteristiche dei propri giocatori e non il contrario. Di Francesco ha iniziato il campionato con il 4-3-3 e l’impressione è che molti calciatori non abbiano ancora integrato i suoi dettami tattici. Giocatori come Caprari e Ramirez sono di certo ottime soluzioni ma per il momento impiegati in posizioni che probabilmente non gli competono, ovvero nel tridente offensivo. Caprari in passato ha spesso affiancato Qaugliarella, anch’esso abituato ad un attacco a 2 e per il momento spaesato nel nuovo schema, e, sempre l’ex Pescara, all’occorrenza ha giocato trequartista, ruolo di competenza proprio di Gaston Ramirez.

E’ assolutamente lecito avere le proprie preferenze tattiche e non si recrimina questo a Di Francesco, ma il problema sottolineato è proprio quello di aver schierato alcuni giocatori in ruoli non a loro consoni, ecco spiegate in parte le difficoltà.

ALLARME DIFESA

La difesa è un altro elemento che per ora ha creato più di un danno alla Samp, 7 gol subiti in 2 partite sono obiettivamente troppi. Perdere con la Lazio ci sta, ma così facilmente no. Il Sassuolo, specie in casa, non è mai stato un avversario facile, ma non c’è stata una reazione vera e propria. L’unico gol è arrivato su rigore, non un gran segnale.

OCCHIO AL CALENDARIO

Per aggiungere altra grana, il calendario della Sampdoria dopo la sosta è da incubo, una volta tornati dalla pausa nazionali i doriani andranno a far visita al Napoli, per poi sfidare in ordine Torino, Fiorentina e Inter. Di Francesco avrà tanto da lavorare, se il mercato non gli ha garantito una rosa all’altezza delle ultime stagioni ora toccherà a lui stesso a rimediare. Unica scusante, siamo all’inizio ed è il periodo più difficile. Poi si guarda il calendario e si capisce che servirà lavorare molto per evitare di perdere troppi punti, al momento più che paura è realismo. Serve una scossa prima che sia troppo tardi.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo

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