Immaginarsi alla vigilia del campionato di Serie A un Parma invischiato nella lotta retrocessione sarebbe stato utopia, memori dell’ottimo rendimento dei Crociati che si sono ritrovati a chiudere la passata stagione a quota 49 punti, al nono posto (seppur a pari merito con Fiorentina ed Hellas Verona).

Sarebbe stato altresì utopico attenderci un bis dei ducali, condizionati fortemente da due variabili: il cambio di proprietà – con il sodalizio passato nelle mani dell’americano Kyle Krause – che ha influito in maniera negativa sulla sessione estiva di calciomercato (a cui avevamo dato voto 5, nonostante i quasi 50 milioni di euro investiti) ed il cambio di guida tecnica, con il benservito a D’Aversa per sposare un nuovo progetto con Liverani. Quest’ultimo, profeta di un calcio propositivo, non è stato supportato dalle tempistiche per far assimilare il proprio credo alla squadra, vista l’immediata ripresa del campionato.
Su tutte, la mancata sostituzione di Kulusevski, uomo simbolo e trascinatore della passata stagione, pesa come un macigno.

Un prologo che lascia spazio a risultati altalenanti e non convincenti, frutto di tanti cambiamenti, come sostenuto dallo stesso proprietario:
In soli 3 mesi, noi abbiamo sperimentato una quantità straordinaria di cambiamenti. Nuovo allenatore, direttore sportivo, proprietà, giocatori. Stiamo cambiando il modo di giocare. Basta 3-5-2, d’ora in avanti attacchiamo. Stiamo diventando più forti. Stiamo lavorando a lungo termine”.

Riconoscere gli errori? Il ritorno di D’Aversa e gli acquisti a gennaio

Gli errori commessi a settembre sono comprensibili, essendo stati commessi a pochi giorni dall’insediamento del presidente Krause nel sodalizio emiliano. Il patron americano ad inizio gennaio è tornato sui suoi passi richiamando in panchina Roberto D’Aversa, il quale si è trovato in mano una patata bollente: quella di dover raddrizzare una stagione partita malissimo.
Non soltanto il mister: correttivi sono stati effettuati anche dal punto di vista del calciomercato. Dopo aver costatato che i risultati non rispecchiavano le aspettative, il patron Krause è stato nuovamente costretto a metter mano al portafoglio per rinforzare l’organico nella speranza di poter allontanarsi il prima possibile dalla zona rossa: Bani e Conti in difesa e Pellè in attacco rappresentano i profili di esperienza.
Non si è voluto rinunciare a giovani di buone speranze come Zagaritis, Man e Zirkzee che, tuttavia, non conoscono il campionato di Serie A e potrebbero aver bisogno di tempo per ambientarsi nel campionato italiano. Le prime impressioni sembrano essere positive, riusciranno a calarsi nel contesto nel più breve tempo possibile?

Il peggior attacco della Serie A

Guardando la classifica, balza subito agli occhi una statistica da brividi: il Parma è, per distacco, il peggior attacco (14 gol fatti, segue la Fiorentina con 21) e la seconda peggior difesa della Serie A (41). Il tutto a testimoniare e confermare il penultimo posto attualmente ricoperto.
Numeri che diventano sempre più da brividi se si vuol prendere in esame il rendimento interno: appena 3 reti realizzate in 11 gare tra le mura amiche, facendo sì che si possa parlare di un vero e proprio Mal di Tardini dove la squadra non riesce a sfruttare il fattore campo. Paradossalmente, il Parma ha siglato più reti al Meazza contro Inter e Milan (4 in totale).

Un’involuzione che può essere riscontrata anche nei numeri dell’attaccante di riferimento Cornelius: ancora a secco, appare un corpo estraneo.
Tutto ciò risulta una sorpresa dopo le 12 reti siglate passata stagione, nella quale il danese aveva dimostrato e di essere un maestro nell’ingaggiare e vincere duelli fisici.
Cosa è cambiato? La principale differenza può essere racchiusa nello stile di gioco adottato: nella passata stagione il Parma ha basato il suo credo tattico sulla ricerca dei lanci lunghi partendo dalla difesa e la presenza di una punta boa in avanti come Cornelius ricopriva una funzione essenziale per sfruttare al meglio le qualità di Gervinho e Kulusevski.

Un’impostazione non replicata fedelmente dai Ducali in questa stagione che si sono resi protagonisti di un vero e proprio cambiamento, con la ricerca di azioni manovrate. Non è quindi un caso che oltre la metà delle reti siano arrivate da centrocampisti (tre reti di Kucka ed Hernani e due di Kurtic).

I limiti della rosa: dal centrocampo all’assenza di uno specialista dei calci piazzati

Nonostante i problemi realizzativi evidenziati in precedenza, va evidenziata l’assenza di un regista in grado di caricarsi la squadra sulle spalle. Una lacuna non colmata neanche nella sessione invernale di calciomercato – dove si è pensato a saturare un reparto offensivo che vanta ad oggi ben cinque esterni (Sprocati, Man, Karamoh, Mihaila e Gervinho) e quattro punte (Inglese, Cornelius, Zirkzee e Pellè) – anziché rinvigorire un reparto nevralgico come quello del centrocampo.

Spicca, inoltre, l’assenza di uno specialista sulle palle inattive, con Hernani e Cyprien – demandati a tale compito – che non stanno convincendo a pieno, facilitando il lavoro alle difese avversarie.

Va inoltre ricordato che i due elementi maggiormente rappresentativi, Gervinho (capocannoniere della squadra con 4 reti) e Bruno Alves, siano nella parabola discendente della loro carriera e lontani parenti di quei giocatori che abbiamo avuto il piacere di ammirare in passato.

Cambiare marcia per risalire la classifica

Il successo in casa Parma manca da ben dodici giornate: dalla trasferta vittoriosa contro il Genoa a Marassi di 69 giorni fa, i gialloblù hanno raccolto tre pareggi consecutivi contro Benevento, Milan e Cagliari ed una serie di otto sconfitte intervallata da un pareggio esterno contro il Sassuolo.
Uno stato di forma che pone i Crociati all’ultimo posto in una classifica temporale delle ultime dieci giornate con appena due punti. Analizzando le concorrenti per la corsa salvezza, segue di appena una lunghezza il Cagliari (3), mentre più staccate troviamo Crotone (7), Torino e Udinese (10), Spezia e Bologna (11), Benevento (12), Fiorentina (13) e Genoa (18).

Chiaro segnale che, ad eccezione di un Cagliari apparso in difficoltà, le altre compagini sono vive e lotteranno sino alla fine per raggiungere l’obiettivo stagionale. Bisognerà quindi invertire la tendenza sin dalla prossima partita contro l’Hellas Verona: a mister D’Aversa l’arduo compito di compattare la squadra e superare questo momento. Ci riuscirà?

CONDIVIDI
Classe '97, studente di Economia. Amante del calcio e delle sue sfaccettature a tutto tondo.

Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.novantesimo.com/home/wp-content/themes/Newspaper/includes/wp_booster/td_block.php on line 1008