Le strade di Luciano Spalletti e della Roma sono giunte al capolinea, per la seconda e probabilmente ultima volta. La minestra riscaldata, nonostante la varietà degli ingredienti proposta al suo interno, non è stata gradita dai clienti del ristorante che hanno ampiamente criticato allo chef, specialmente sui social network e sulle trasmissioni, la pietanza. Tuttavia, bisogna ricordare che la minestra riscaldata ha avuto il merito di ridare molte energie ad una squadra allo sbando, dopo l’esonero di Garcia, ottenendo la qualificazione in Champions League che sembrava un miraggio e poi, in quella appena conclusa, il secondo posto ottenendo il record di punti e di gol realizzati nella storia giallorossa. Campionato chiuso al secondo posto in classifica, dietro una Juventus che viaggia ad un’altra velocità. Una piazza, quella bianconera, non si è permessa di contestare Conte quando concedeva poco spazio ad un Alessandro Del Piero agli sgoccioli oppure di valutare un allenatore in base a quanti derby avesse vinto.

Un addio sancito con il passare delle settimane, con società, tifoseria e mass media che gradualmente hanno iniziare a voltare le spalle al tecnico di Certaldo, reo di aver innescato una presunta guerra personale con il numero dieci giallorosso, tanto da essere fischiato nella partita contro il Genoa al momento del ritiro del capitano. Un trattamento assolutamente discutibile, in virtù delle qualità dell’allenatore che in questi sedici mesi si è rivelato un’abile guida per far compiere un salto di qualità ad alcuni giocatori che avevano inespresso le proprie potenzialità (Dzeko su tutti) ed erano stati etichettati come bolliti.

Ora, però, in casa capitolina è il momento di andare avanti. Si aspetti Di Francesco che dalla sua ha il fatto di conoscere la piazza dove ha militato per quattro stagioni tra il 1997 ed il 2001. Un tecnico valido, come dimostrato nell’esperienza al Sassuolo, che è privo di esperienza a livello europea, se non per le sei partite della fasi a gironi di Europa League. Ergo, una scommessa in piena regola che ha tutti i crismi per diventare una valida scelta, ma al tempo stessa va sopportata da tutti. Che non si fischi o si mugugni al primo errore, al primo passaggio sbagliato oppure alla prima partita sbagliata (derby compreso).

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Classe '97, studente di Economia. Amante del calcio e delle sue sfaccettature a tutto tondo.

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