La salvezza del Crotone della scorsa stagione, a tratti insperata, ha scritto inevitabilmente una pagina della storia calcistica. Un vero e proprio miracolo sportivo che ha fatto esplodere la città calabrese, con i tifosi che si sono ritrovati a festeggiare una seconda vittoria del campionato. Tuttavia, il trionfo dei pitagorici ha portato un’influenza non indifferente sulla Serie A. In primis, la fiducia incondizionata ai tecnici: Benevento e Hellas Verona tenteranno in tutti i modi di scongiurare l’altalena tra A e B e per farlo hanno deciso di confermare in panchina, nonostante l’inizio horror (condizionato da scelte discutibili nel caso scaligero con Pazzini lasciato in panchina) i tecnici che sul campo avevano conquistato meritatamente il salto di categoria, come Baroni e Pecchia. Dunque, è stata accantonata la soluzione ‘mangia-allenatori’ spesso abusata nell’ultimo periodo che non ha portato risultati se non una confusione all’interno dello spogliatoio. La prima parte di stagione sta mettendo in luce una maturità da parte di alcune dirigenze di non guardare soltanto alla classifica, pur lasciando l’eventualità dell’esonero come ultima spiaggia. Giusto creare un percorso di continuità, in grado di corrispondere ad un progetto di pianificazione societaria: l’allontamento di un tecnico deve essere vista come un fallimento societario e non come un singolo capriccio societario.

Scendendo di categoria, è necessario citare il grande problema in casa Palermo che, in occasione della concomitanza delle gare delle Nazionali viene penalizzata non avendo a disposizione diverse pedine importanti nello scacchiere di mister Tedino come Posavec, Nestorovski, Chochev, Struna, Cionek, Trajkovski e Jajalo. Ergo, la formazione rosanero è costretta in tali occasioni a schierare delle vere e proprie seconde linee falsando l’andamento del proprio campionato e di quello dei “fortunati” avversari. A più di due anni dal ‘caso Bjarnason’ che saltò la finale play-off per rispondere alla chiamata dell’Islanda, non si è ancora cercata una soluzione riguardo la tempistica del campionato cadetto che, oltre diversi calciatori appartenenti a diverse Nazionali maggiori, fornisce diversi ragazzi alle Nazionali Under 21 (tra cui quella italiana). Una soluzione potrebbe essere fornita dalla riduzione del numero di squadre a 20, sulla falsariga dell’attuale modello della Serie A con eventiali soste in occasione delle gare delle varie Nazionali per le squadre che lo potranno ritenere opportuno, al fine di avere a disposizione una distribuzione temporale migliore per il recupero delle gare non disputate.

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Classe '97, studente di Economia. Amante del calcio e delle sue sfaccettature a tutto tondo.

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