No, non c’è nessun errore nel titolo: per quest’estate dimenticate le famose chiacchiere da bar, che inevitabilmente si sono spostate nelle aule dei tribunali con ricorsi e contro ricorsi che preannunciano giorni turbolenti a poco più di 72 ore dall’inizio teorico del campionato di Serie A.

Tanti punti interrogativi ancora lasciati in sospeso, a partire dalla Massima Serie con il Parma assolto in settimana e due udienze chiave come quelle di Chievo e Frosinone che potrebbero arrivare a campionato iniziate e, di conseguenza, potrebbero incidere sul proseguo della stagione.

Scendendo in Serie B, il quadro dipinto appare ancora peggiore: tre squadre fallite (Avellino, Bari e Cesena), due in attesa di riammissione nella categoria superiore (Crotone, che ha già inoltrato richiesta ufficiale per la partecipazione in A in sovrannumero e Palermo) e tre compagini che si augurano di essere ripescate nel campionato cadetto.

Dopo i primi fallimenti si è aperto ai ripescaggi, ai quali sei squadre (Catania, Entella, Pro Vercelli, Siena, Ternana e Novara) hanno aderito presentando regolarmente domanda. In attesa di una graduatoria dei ripescaggi mai arrivata, dopo la vittoria di due gradi di giudizio del Novara (inizialmente non ripescabile), il Collegio di Garanzia decide di prendere in mano la situazione congelando la sentenza e di fissare una nuova udienza al 7 settembre, data in cui il campionato di B dovrebbe già essere partito.

Intanto, la Lega di B ha già diramato i calendari con le 19 squadre, ufficializzando un blocco dei ripescaggi che, soprattutto in virtù dei precedenti, era apparso molto utopico: di conseguenza, si è proceduto alla modifica degli articoli 49 e 50 NOIF. Quest’ultimo ora prevede che “qualora vi siano concreti rischi che non sia garantito il regolare e/o tempestivo avvio del campionato, il Consiglio Federale, con delibera assunta con la maggioranza dei tre quarti dei componenti aventi diritto al voto, sentita la Lega interessata, può modificare il numero di squadre partecipanti ai campionati in corso con effetto immediato, anche prevedendo un numero inferiore o superiore rispetto a quello previsto dall’art. 49 delle N.O.I.F.”.

Una soluzione che renderebbe felice tutte le 19 squadre interessate che, in questo modo potrebbero dividersi in maniera migliore i diritti tv (seppur esigui) ed evitare di disputare sei gare in ogni stagione. E chissà se verranno effettuate rettifiche sulle campagne abbonamenti, pianificate sulla base di 21 partite casalinghe anziché 18, che sono giunte quasi al termine. E nel frattempo DAZN che ha acquisito l’esclusiva per la trasmissione del campionato cadetto per il triennio 2018-2021? Cosa ne sarebbe di una squadra che riposerebbe prima o dopo una sosta e, di conseguenza, sarebbe costretta a staccare la spina per 20 giorni perdendo il proprio ritmo partita?

Se la situazione in B non è delle più rosee scendendo in Serie C, sembra di essere in balìa di un disastro: il progetto delle 60 squadre sembra essere arrivato al culmine e sarebbe il caso di pensare ad una corposa riduzione: con diverse compagini che hanno alzato bandiera bianca in seguito a fusioni e fallimenti, l’idea di rincrementarle con le squadre B si è rivelata un buco nell’acqua, con la sola Juventus interessata.

Contestualmente, restano ancora molti buchi liberi e difficilmente si riuscirà a disputare un campionato con tre gironi da 20 squadre. E la richiesta di Avellino, Bari e Messina di ripartire dalla C dopo il fallimento è stata accolta con profondo malcontento dalle altre compagini, tredici delle quali hanno minacciato di ritirarsi in caso di accoglimento della domanda.

Arrivati al 15 agosto, il calcio italiano sembra di essere in un’opera del miglior Hitchcock: l’auspicio è che si possa procedere ad un temporaneo blocco dei campionati, al fine di prendere tempo e consentire alla Giustizia Sportiva di accelerare i tempi e produrre delle sentenze realmente efficaci, in modo da consentire all’intero movimento di recuperare una credibilità: non ci sarebbe alcuna urgenza di tempistica nel dover iniziare a tutti i costi nella data prevista e nulla impedirebbe di slittare l’inizio dei campionati dopo le udienze del 7 settembre di Catania e Novara (davanti al Collegio di Garanzia) e del 12 settembre del Chievo, quanto meno per le compagini interessate.
La necessità di ridurre il numero delle squadre nei campionati, al fine di renderli più competitivi e ridurre il numero di partite da disputare durante la stagione c’è ed è stata evidenziata a più riprese, ma siamo sicuri che questa soluzione possa essere quella giusta?

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Classe '97, studente di Economia. Amante del calcio e delle sue sfaccettature a tutto tondo.

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