Pantaleo Corvino, un personaggio che ha scritto la storia della Fiorentina. Come non dimenticare i primi quattro anni, dove conquistò sul campo un terzo posto e tre quarti posti. Colpi da top dirigente nei primi anni, dalle scoperte di tanti giovani stranieri (tra cui Jovetic) a Toni – strappato dal Palermo per soli 10 milioni – che generò una plusvalenza in sede di cessione al Bayern Monaco. Già, plusvalenze. Come quella che realizzò con la cessione di Felipe Melo dopo soltanto una stagione: preso per 8 milioni, fu rivenduto a 25.

Tuttavia, nel calcio non è tutto rosa e fiori. Da qui, tre stagioni fallimentari che portano alla chiusura del suo ciclo in viola. Una sequenza impressionante di abbagli e scommesse perse: per citarne alcuni Castillo, Munari, Felipe, Bolatti, Olivera e Kharja. I risultati sul campo non lo aiutano (per tre stagioni fuori dalla zona europea) e sanciscono il suo addio dalla Toscana. Una separazione che in un certo senso ha fatto il bene di entrambi, bravi nel risollevarsi nel momento peggiore: se la Fiorentina si è ritrovata per quattro anni consecutivi tra le prime cinque del campionato, il dirigente salentino è stato bravo nel fare un passo indietro, rimettendosi in gioco in Serie B con il Bologna, dove ha conquistato l’immediato ritorno nella Massima Serie ed una salvezza con largo anticipo.

Tuttavia, sul più bello, entrambe le parti hanno deciso di tornare insieme, sentendosi legati da sentimenti di nostalgia e da una voglia di riprendere un qualcosa lasciato in sospeso. Una decisione che, almeno per ora, non ha dato i suoi frutti, a testimonianza che la minestra riscaldata non è meglio della precedente: l’era Corvino è ripresa dove si era lasciata, con i viola che hanno fallito la qualificazione all’Europa League piazzandosi all’ottavo posto in classifica.
Se sul mercato in uscita si è cercato di chiudere i rubinetti (vedi le cessioni di Gomez e, ahimé, di un fragile Rossi che hanno permesso di abbassare il monte ingaggi), il mercato in entrata si è rivelato all’altezza. Un vero e proprio flop, con tutti gli acquisti (vedi il ritorno di Tello e De Maio) e le numerose scommesse (Olivera, Milic, Toledo, Diks, Salcedo, Cristoforo) che non hanno convinto.

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Classe '97, studente di Economia. Amante del calcio e delle sue sfaccettature a tutto tondo.

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