Gli Azzurrini sono ad un passo dalla clamorosa eliminazione nell’europeo di categoria. Una sconfitta, quella avvenuta ieri pomeriggio per 3-1 contro la Repubblica Ceca, che mina le speranze di qualificazione dei ragazzi di Gigi Di Biagio. Una gestione totalmente da rivedere, a partire dal modulo. Una scelta, quella del 4-3-3 che non convince, seppur dipesa dall’organico.

L’esperimento di Petagna unica punta punta non funziona e deve essere rivisto per metterlo in condizione di agire in coppia. Un cambio di ruolo che gli consentirebbe di fa emergere le sue migliori qualità, con tanto lavoro sporco per aiutare i compagni. In tal senso, un 4-3-1-2 o un 3-5-2 sarebbe la scelta lapalissiana, con Bernardeschi che potrebbe agire sia tra le linee sia come partner dell’attaccante dell’Atalanta.

Capitolo Donnarumma: al netto delle tre reti di oggi, il portiere del Milan ha risposto molto bene sul campo. Certo, si tratta di un professionista, ma pur sempre di un ragazzino di 18 anni che nell’arco di poche ore si è ritrovato in una cosa più grande di lui. Per questo, andrebbe preservato: immaginate se in una di queste due gare avesse commesso anche un errore banale, ci sarebbero state polemiche a non finire che avrebbero condizionato la psiche del giovane ragazzo.

Voltiamo pagina e passiamo ad un tasto dolente del nostro calcio, con diverse società che cambieranno denominazione nel corso della prossima stagione.

Partiamo dal caso della Ternana: la famiglia Longarini, dopo 14 anni, ha deciso di lasciare il timone delle Fere e di cedere all’Unicusano che muterà il nome del sodalizio umbro in Unicusano Ternana. Tuttavia, per procedere alla cessione, è stato necessario che l’Università Cusano cedesse il Fondi. Risultato? La piazza fondana si è ritrovata dall’oggi al domani senza proprietà, sino a quando il patron della Racing Roma non ha deciso di rilevarla. Dunque, il presidente Pezone ha aggirato la regola del ripescaggio (ricordiamo che la R.R., retrocessa in D in questa stagione, non poteva sperare nel ritorno in Lega Pro essendo stata riammessa la passata stagione), riportando tutto lo staff, sia dirigente sia tecnico, a Fondi.
Infine, impossibile non citare in Serie D il caso del Madrepietra Daunia che cambierà denominazione per la quinta volta della sua storia, diventando Fcd Città della Disfida Barletta: una decisione che ha destato molto malcontento ad Apricena (120 km da Barletta), dove il Madrepietra Daunia era la prima squadra del comune. Siamo sicuri che questo sia calcio?

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Classe '97, studente di Economia. Amante del calcio e delle sue sfaccettature a tutto tondo.

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