Alzi la mano chi, all’undici settembre, avrebbe scommesso un solo centesimo sulla retrocessione del Pescara con il record negativo di minor punti della storia della Serie A. Probabilmente nessuno. Tre partite in cui la formazione dannunziana aveva dato filo da torcere a due big come Napoli ed Inter e ben figurato, nonostante la sconfitta sul campo, contro l’emergente Sassuolo. Tuttavia, qualcosa è andato storto. Tre gare che si sono rivelate a coronamento del c.d. calcio d’agosto. Vuoi per gli avversari colpiti di sorpresa da una provinciale arrembante che anziché difendere attacca, vuoi per le scorie della preparazione che si fecero sentire sulle gambe, il Pescara al 70′ della partita sull’Inter era addirittura al primo posto in classifica.
Gli errori operati dalla dirigenza biancoazzurra sono stati tanti: il primo sul mercato, dove sono andati via tre giocatori fondamentali per lo scacchiere di Oddo (Lapadula, autore di 30 reti, Torreira e Madragora) nonostante la squadra non sia stata stravolta. Non si può pretendere di sostituire lo slot lasciato da libero da Lapadula con un attaccante come Manaj oppure con un ragazzo come Pettinari che tre anni orsono fallì proprio in riva all’Adriatico. Fare peggio di quattro anni fa era impossibile, il Pescara c’è riuscito: per il bene della squadra sarebbe lecito attendersi un passo indietro di Sebastiani e company, dopo la seconda figuraccia a livello nazionale e non. Questa stagione conferma che la dirigenza è inadeguata alla Serie A, dato che non ha imparato dagli errori del passato ed ha deciso di perseverare.

Se da una parte il Pescara ha fallito a livello dirigenziale, il Crotone può accennare un sorriso. La stagione è partita tra mille avversità (questione stadio, con le prime sfide giocate senza tifosi all’Adriatico-Cornacchia), ma il club pitagorico ha dimostrato di crederci fino alla fine. Ed è proprio la tenacia che sta regalando un sogno ad un intero territorio, chiamato salvezza. Vanno dati molti meriti al ds Ursino, che nei momenti di difficoltà ha saputo non perdere la tenacia di crederci confermando la guida tecnica e – soprattutto – ha rimpiazzato Budimir con una punta di categoria come Falcinelli, e al trainer Nicola che sta preparando un buon minestrone nonostante un frigorifero quasi vuoto. Comunque andrà, Crotone ha già vinto.

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Classe '97, studente di Economia. Amante del calcio e delle sue sfaccettature a tutto tondo.

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