“Quando ti siedi in un ristorante dove si pagano 100 euro non puoi pensare di mangiare con 10 euro”: nel lontano 2014, Antonio Conte con questa dichiarazione giustificava i propri insuccessi in terra europea (dapprima eliminazione nella fase a gironi della Champions League, poi la sconfitta in semifinale di Europa League contro il Benfica).
Quest’anno il trainer pugliese al primo tentativo sta guidando il Chelsea al primo posto in campionato. Tanto che, nella serata di ieri, alcune sue dichiarazioni (“Vincere la Premier sarebbe il più grande trionfo per me”) hanno scatenato l’ira di molti tifosi bianconeri.

Nonostante le analogie tra la Juventus della stagione 2011-2012 ed i Blues (stagione precedente fallimentare in primis), è necessario rimarcare alcune differenze tra le due realtà che farebbero pendere l’ago della bilancia nei confronti dell’esperienza bianconera in ambito di trionfi:
la Vecchia Signora ha patito gli anni post-Calciopoli (allenatori come Ranieri, Ferrara, Zaccheroni e Delneri fallirono il ritorno alla vittoria) ed il suo arrivo coincise con lo scetticismo generale della piazza che si aspettava un tecnico affermato anziché un tecnico giovane ed inesperto, reduce da un secondo posto con il Siena in Serie B. In Inghilterra, invece, il suo arrivo è stato accolto con curiosità ed entusiasmo, memori dei risultati ottenuti sulla panchina bianconera e su quella della Nazionale italiana. Dunque, si è soltanto trattato di vittoria sul campo, ma anche nei cuori dei più diffidenti;
– al primo tentativo è riuscito a battere un avversario insidioso e blasonato come il Milan – tra gli altri – di Ibrahimovic, Thiago Silva e Pato, sedendosi ad un tavolo del ristorante con neanche i famosi dieci euro, considerando che gli elementi di spicco della rosa erano soltanto Buffon, Chiellini, Barzagli, Bonucci, Marchisio, Vidal e Pirlo. Statistiche confermate anche da Transfermarkt che valutava l’organico bianconero 274,4 milioni di euro e classificandolo al terzo posto dietro le due milanesi. Cifra che si avvicina alla metà del valore attuale del Chelsea (515 milioni di euro), club che nel corso della campagna acquisti estiva ha investito ben 105 milioni di euro soltanto per l’acquisto dei cartellini, al secondo posto dietro il Manchester City per appena 10,25 milioni. Va ricordato che nell’esperienza britannica, a differenza di quanto accaduto in Italia con il Milan, non ha trovato un vero e proprio antagonista in grado di instaurare un testa a testa fino all’ultima giornata.
– la Premier League ha visto il Chelsea vincere il campionato 2014-2015, salvo poi abdicare per cedere momentaneamente il trono al miracolo Leicester di Ranieri. La Juventus, come anticipato nel primo punto, non alzava al cielo uno scudetto (poi revocato) da ben cinque stagioni, allontanandosi sempre di più dai sogni di gloria precipitando fino al settimo posto.
– La tripletta bianconera (con annesso record dei 102 punti in classifica) ha permesso di riacquisire a livello europeo un’importanza che nell’ultimo periodo stava diventando sbiadita e allo stesso tempo di confermarsi come squadra da battere. Le basi per la Juventus attuale, quella di mister Allegri che ha conquistato due campionati consecutivi, raggiunto una finale di Champions League ed attualmente in corsa su tre fronti tra campionato, Coppa Italia e Champions League, sono state gettate sotto la gestione Conte che è stato bravo a portare una squadra alla riscossa.
Siamo sicuri, caro mister Antonio, che quella in Inghilterra (in un campionato difficile, tanto di cappello per il lavoro fatto sino ad ora) sia per ora il suo più grande trionfo?

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Classe '97, studente di Economia. Amante del calcio e delle sue sfaccettature a tutto tondo.

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