Bruno tedino, tecnico del Palermo, apre la consueta conferenza stampa con un chiaro: “Sono soddisfattissimo”. Tale entusiasmo è relativo alla gestione del mercato rosanero.

Infatti, la società siciliana, oltre a mettere a segno diversi colpi, ha trattenuto anche i big Rispoli e Nestorovski. Ultimo arrivo in casa Palermo è stato Monachello, giocatore che va a completare il parco attaccanti a disposizione del tecnico: “Di punte vere abbiamo solo Nestorovski e La Gumina, mi sono reso conto che con queste assenze diventa tutto complicato. Avendo a disposizione un certo budget abbiamo puntato su un ragazzo che ha fatto la trafila delle nazionali e deve metterci tutta la sua foga per conquistarsi un posto importante. Cercavamo un profilo con delle certezze”.

Successivamente ha analizzato la chiusura del mercato: “La chiusura del mercato dà la possibilità a tutti di avere un orizzonte più sereno, agevolando le qualità lavorative durante la settimana. Rispoli non è mai stato un problema, chiaro che una proposta importante a quattro ore dalla chiusura del mercato possa mettere in confusione. La forza di un atleta sta nel riuscire a tirar su le maniche e puntare alla Serie A con questa maglia”.

Sul fronte cessioni: “Lo Faso l’ho chiamato io per primo in nazionale, quando agli Allievi del Palermo giocava e non giocava. Ha fatto delle cose importanti in azzurro, poi in nazionale non è più andato. Quando sono arrivato qui, Simone aveva un miliardo di possibilità per andar via. Secondo voi come si è allenato? Io gli voglio bene come un figlio, ma quando c’è un rubinetto che perde si chiama un idraulico bravo, che prenda la chiave inglese giusta. La colpa non è di nessuno: se i ragazzi sono stati influenzati dal Monaco, dal Milan, dalla Fiorentina o chicchessia non possiamo entrare nella loro testa. Più giovani sono, meno esperienza hanno nel gestire certe situazioni. Se Simone fosse rimasto, sarebbe stato preso in considerazione in maniera importante. Ammesso e non concesso che avesse fatto il calciatore”.

Infine, un analisi sul campionato: “Mi aspetto un gruppo di ragazzi con la voglia di fare una partita importante. Avremo tredici giocatori di movimento, due primavera e i portieri, ma non cerco alibi perché significherebbe presentarsi con una mentalità perdente. La forza di un gruppo si dimostra a lungo termine e questa squadra a mio avviso ha tutte le coordinate giuste. Se quella di prima era una finale, questa lo è altrettanto. Sarà una partita difficile perché il Brescia porta sette giocatori oltre la linea della palla, cosa che ci infastidisce parecchio”.

In attacco, pronto all’esordio da titolare il palermitano Nino La Gumina: “Non deve sentirsi sotto esame, ha una bella briscola in mano. Io per primo ho detto al presidente che doveva restare con noi, è un giovane che deve dimostrare di essere importante quando ci saranno da superare degli eventuali ostacoli”.

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Classe 1994, studia Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Sabino di nascita e napoletano di adozione, coltivo la passione per il calcio e per la scrittura tanto da analizzare tutto ciò che ruota intorno a tale sport. Obiettivi futuri? Descrivere un calcio che unisce e da speranza a tutte le persone, senza differenze tra colori e categorie.

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