Alla vigilia della sfida in casa del Brescia, valida per la seconda giornata del campionato di Serie B, il tecnico del Palermo Bruno Tedino ha parlato alla stampa nella consueta conferenza pre-partita. Ecco quanto riportato da Tuttopalermo.net:

Sulla partita di domani: “Domani ci aspettiamo una squadra che va lì a fare risultato, anche come esame per capire se io ho sbagliato qualcosa. Per loro è un’occasione importante per interpretare lo spirito di gruppo. Le difficoltà ci saranno, il Brescia ha fatto un buon mercato ma vogliamo rimanere in piedi. Caso nazionali? Beneficiamo delle qualità di grandi giocatori. Io non cerco alibi, a Brescia abbiamo buoni giocatori. Bisogna avere grande forza mentale, chi non ce l’ha ha una mentalità perdente”.

Sul calciomercato: “Sono soddisfattissimo di come sono andate le cose, gli sforzi fatti dalla proprietà e da Zamparini sono stati importanti e vanno sottolineati. Ho sentito Lupo spesso ed è stato bravo a fermare certe trattative, a creare una squadra con più possibilità per essere protagonista e puntare alla categoria superiore. Rispoli? E’ sempre stato sereno, nelle ultime 24 ore ricevere un’offerta mette in confusione tutti ma la sua forza è stata quella di tirarsi su le maniche e decidere di cercare la massima serie con questa maglia. Lo Faso? Lo chiamai io per primo in Nazionale, quando agli Allievi del Palermo giocava e non giocava. Ha fatto delle cose importanti in azzurro, poi in Nazionale non è più andato. Quando sono arrivato qui, Simone aveva un miliardo di possibilità per andar via. Secondo voi come si è allenato? Io gli voglio bene come un figlio, ma quando c’è un rubinetto che perde si chiama un idraulico bravo, che possa prendere la chiave inglese giusta. La colpa non è di nessuno, se i ragazzi sono stati influenzati dal Monaco, dal Milan, dalla Fiorentina o chicchessia non possiamo entrare nella loro testa. Più giovani sono, meno esperienza hanno nel gestire certe situazioni. Se Simone fosse rimasto, sarebbe stato preso in considerazione in maniera importante, ammesso e non concesso che avesse fatto il calciatore”.