Non è più il Barcellona di una volta. Frase molto banale ma drammaticamente vera. In questi casi la prima cosa che bisogna chiedersi è “di chi è la colpa?”. Deve esserci per forza un colpevole. Smantellare, distruggere, in pochi anni l’irripetibile lavoro svolto da Guardiola, Vilanova e Luis Enrique era complicato. Farlo in questo modo, arrivando addirittura a perdere Lionel Messi, è catastrofico. Il Barcellona attualmente letteralmente sopravvive perché i tre capitani (S. Busquets, Piquè, S. Roberto) si sono decurtati, e non di poco, lo stipendio. Il colpevole è uno solo: Josep Maria Bartomeu. I danni causati dalla sua gestione sono devastanti.

Ad oggi i catalani devono solo ripartire. Mettere da parte (per quanto possibile) le difficoltà economiche e provare a superare quelle sportive. Quando bisogna ripartire c’è la necessità di trovare almeno una certezza. Quando si parla di Barcellona la certezza è una sola: la Masia. La cantera blaugrana dopo qualche anno di rallentamento nel quale non è riuscito a sfornare tanti giovani talenti come accadeva in passato sta clamorosamente ripartendo. Può avere una doppia valenza, soprattutto in questo periodo storico: fornire ragazzi già pronti per la prima squadra e garantire plusvalenze importanti (come è successo con il 2003 Ilaix Moriba che dopo un anno con la prima squadra catalana, è stato ceduto per 16 milioni di euro al RedBull Lipsia) di cui attualmente la società spagnola ha più che bisogno.

L’ultimo prodotto della Masia è il ragazzo dei record: Gavi, il più giovane di sempre ad esordire con la Nazionale spagnola, non proprio una rosa in cui mancano alternative e talento. Pablo Martin Paez Gaviria, più semplicemente Gavi, è nato a Los Palacios y Villafranca il 5 agosto del 2004. A 17 anni vanta già cinque presenze (e un assist) in Liga e due presenze (per un totale di 88 minuti) in Champions League. Con la Nazionale: 4 presenze (e un gol) con l’under 15, con l’U16, 3 con l’U18 e una (per ora) con la Nazionale maggiore. La curiosità è il salto dall’under 18 alla maggiore. Salto avvenuto in un solo mese: ha esordito con l’U18 il primo settembre 2021 e con la maggiore il 6 di ottobre, proprio contro l’Italia. Il talento del ragazzo è indiscutibile, altrimenti non potrebbe avere questi numeri alla sua età. Altrimenti un maestro come Luis Enrique non lo avrebbe notato e già coinvolto nel giro importante.

Il suo ruolo è già chiaro: mezzala di qualità e quantità. Giova bene il pallone con idee e concetti chiari. Riesce ad aprire, con movimento e/o con passaggi filtranti, spazi interessanti. In un teorico 4-3-1-2 potrebbe fare anche il trequartista. Al momento è paragonabile a un Barella o a un Pedri, ovviamente non è ancora a quel livello.

Deve migliorare (in tutto, ovviamente) soprattutto nel contenersi. Segue l’avversario ad uomo, box to box, senza dargli respiro ma spesso eccede. Troppi cartellini sono, al momento, il suo difetto principale. Questo è un lato che però va lavorato con tempo, con l’esperienza, coi minuti sul campo.

Quello che è sicuro è che il futuro del Barcellona e della Nazionale spagnola piuò essere suo. Il suo contratto scadrà il 30 di giugno del 2023: va tassativamente rinnovato e i blaugrana sembrano averne tutte le intenzioni. I catalani ripartono da Pablo Martin Paez Gaviria. Gavi: segnatevi questo nome.

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