Owen ammette: “Nei miei ultimi sette anni ho odiato il calcio”

Destinato a diventare uno dei più forti calciatori del mondo, Michael Owen è stato tartassato da vari infortuni che lo hanno condizionato fino a fargli odiare il calcio.

Ad ammetterlo è lo stesso wonder boy del Mondiale nel 1998, Pallone d’Oro nel 2001 con il Liverpool nonché acquisto del Real Madrid nel 2004.

Quello che sembrava un futuro da predestinato si è trasformato in un incubo: “Ho odiato il calcio negli ultimi 7 anni della mia carriera – rivela a BT Sport –  contavo i giorni che mi separavano dal ritiro. Non riuscivo più a fare gol come quello contro l’Argentina, quando saltavo avversari facilmente, scattavo, tiravo e crossavo. Quel giocatore lì ero davvero io, poi dopo i tanti infortuni sono stato il massimo che potevo a essere. Temevo di correre perché sapevo che avrei potuto strapparmi a ogni scatto. La cosa peggiore è che l’istinto mi spingeva a giocare sempre.”

“Io sono nato per fare il calciatore – prosegue l’ex Newcastle – ma ricordo giorni in cui avevo paura mi passassero il pallone. Speravo la giocasse a un altro compagno, non vedevo l’ora di smettere. Mi posizionavo in zone del campo dove non avrei dovuto essere, non ero io quello che scendeva in campo”.

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