Ormai ai margini del Watford, l’attaccante Stefano Okaka sogna un ritorno in Serie A, magari con la maglia del Torino del suo ex allenatore Mazzarri. A confermarlo è lo stesso centravanti in una lunga intervista concessa ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. Di seguito le sue parole.

Perché è stato messo fuori rosa? – Bella domanda. Anche io me lo sono chiesto diverse volte. Segno, gioco bene, mi inseriscono nella formazione della settimana e finisco fuori squadra. Spiegazioni? Nessuna. Mi sono sempre allenato in modo serio, ho rispettato le regole. Quando dopo quattro mesi vissuti in disparte mi hanno detto di giocare contro il Leicester, nel Boxing Day, sono sceso in campo e ho dato il meglio di me stesso“.

La soluzione – Facile: giocare. Ho 28 anni, sono nel cuore della carriera e non posso trascorrere altro tempo in questo limbo. Non sto vivendo una bella situazione. Credevo di averle viste tutte, ma una vicenda come questa mi mancava. Io chiedo di poter svolgere il mio lavoro, di tornare alla normalità. Ho parlato con Gino Pozzo e mi auguro che si possa risolvere tutto in piena armonia“.

Sul Torino – “Il Torino è una grande squadra, con una storia leggendaria che rende questo club particolare. Mi hanno detto che la maglia del Torino trasmette sensazioni uniche“.

Su Mazzarri – Con Mazzarri mi sono sempre trovato bene perché è leale. Ti dice le cose in faccia e io apprezzo le persone come lui. Sull’allenatore penso ci sia davvero poco da discutere. Anche in Inghilterra ha dimostrato di essere bravo“.

Sull’Italia fuori dal Mondiale – È stato un dispiacere enorme, perché mi sento profondamente italiano, ma bisogna affrontare la realtà, senza piangerci addosso. Il sistema deve interrogarsi sulle ragioni che hanno portato alla nostra eliminazione. Penso che la Svezia abbia meritato di andarci e l’Italia no. Chiediamoci il perché di tutto questo. Ora c’è un’occasione formidabile: quella di far ripartire il movimento, correggendo gli errori del passato“.

Su Tommasi per la FIGC – “Sarebbe la scelta migliore: il calcio a chi lo ha praticato e lo conosce profondamente. I valori umani di Tommasi sono un valore aggiunto. Conosco bene Damiano. E’ una persona splendida“.

Sull’addio di Totti – “Ho visto la partita in televisione, a Milano, con tutta la mia famiglia. E’ stato un momento di grandissima emozione. Francesco è una persona alla quale io sarò sempre legato. L’ambiente Roma è stato fondamentale per la mia vita. Bruno Conti e Alberto De Rossi mi hanno permesso di diventare calciatore. Anche la mia famiglia sarà sempre riconoscente alla Roma“.

Su Defoe – Ho apprezzato moltissimo la sua capacità di non aver perso contatto con la realtà. Il calcio può darti alla testa. Si tende a dimenticare chi sei e da dove vieni. Defoe ha dato una grande lezione a tutto l’ambiente, con il suo rapporto con il bambino Bradley Lowery“.

Sul Manchester City – E’ il suo anno. Si vede da tante cose, non solo dalla bellezza del gioco. Segnano con il sorriso. Si divertono. Si intuisce che c’è una chimica particolare“.

Calciatore inglese preferito – “Rashford. Ha un talento straordinario“.

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Capo-redattore di Novantesimo.com. Cresciuto nel calcio di fine anni '90 e inizio 2000, l'amore per lo sport è scoccato fin da subito. La mia passione si divide tra calcio, economia e storia, che porto avanti con €uroGoal e Storie Di Calcio.