Oggi non posso uscire a giocare: sto aspettando Paulo

Era l’estate del 2012, una delle più calde di sempre: sulle spiaggie di mezza Europa si danzava al ritmo di Lovumba di Daddy Yankee, l’Italia di Cesare Prandelli veniva strapazzata dalla Spagna a Kiev in occasione di Euro2012, Micheal Phelps conquistava l’ennesima medaglia nelle acque olimpiche di Londra ed il Palermo di Zamparini pescava un giovane argentino dall’Instituto Atlético Central Cordoba.
Del giovane Paulo, nato e cresciuto calcisticamente col club biancorosso, si parlava un gran bene ed in terra natia erano tutti sicuri che il piccolo fenomeno di Laguna Larga avrebbe fatto strada nel mondo del calcio.
Gli osservatori del Palermo dei miracoli ne annusarono le doti tecniche e non esitarono a portare El pibe de la pension (così soprannominato dopo la morte del padre) in Sicilia, agli ordini di Mister Giuseppe Sannino.

Gli anni rosanero

Paulo esordisce in Campionato già alla seconda giornata ma per le prime marcature bisogna attendere l’11 Novembre: Dybala, autore di una doppietta, stende la Sampdoria e regala agli isolani 3 punti preziosissimi.
Nonostante la rosa di tutto rispetto e un Paulo sempre più sugli scudi, i rosanero non riescono a salvarsi e si trovano ad affrontare un anno di Serie B che li vede irrimediabilmente protagonisti con Dybala che mette a segno 5 gol in 28 partite e regala la promozione ai suoi.

La stagione seguente è quella della consacrazione per u picciriddu che, dopo 21 gol in 93 presenze, viene acquistato dalla Juventus che sta facendo terra arsa delle avversarie nella massima serie.

La Juventus e la nascita della Joya

L’operazione portata avanti da Beppe Marotta sfiora i 40 milioni di euro complessivi e per Paulo è l’occasione della vita che gli consente di fare il salto di qualità.

Alla corte di Mister Allegri, neo arrivato in bianconero, Paulo esordisce già nella finale di Supercoppa dove realizza il gol del 2-0 e regala ai piemontesi la gioia del primo titolo stagionale mentre per il primo gol in campionato bisogna aspettare il 30 Agosto, sul campo della Roma Paulo prova a riaprire i giochi di un incontro ormai sfuggito agli ospiti.
Dybala sta crescendo, è al centro del gioco bianconero e non è più u picciriddu che vestiva rosanero ma sta maturando. Giorno dopo giorno i paragoni si fanno più illustri fino a che qualche giornalista nostrano azzarda l’accostamento all’illustrissimo: “Questo Dybala mi ricorda molto Messi”.
Eccola.
Ecco l’investitura definitiva, ecco la consacrazione della Joya.

Paulo segna, sforna assist e fa sognare sia in Italia che in Europa e si impone proprio su Messi l’11 Aprile 2017 dove, con una splendida doppietta, stende il Barcellona allo Juventus Stadium. Tripudio bianconero, c’è chi lo accosta al pallone d’oro e chi farebbe carte false per averlo in rosa ma lui giura amore eterno alla Signora e si appropria, dopo la disfatta di Cardiff, anche della camiseta numero 10 che negli anni si era posata su spalle illustri come quelle di Del Piero e Platini.

Paulo è la Juve, la Juve è Paulo e la terza stagione in bianconero sembra essere la migliore della sua carriera: due gol in Supercoppa all’esordio, tripletta al Genoa, tripletta al Sassuolo, gol vittoria a Londra col Tottenham, tripletta col Benevento e terzo double consecutivo in bianconero.

I mal di pancia e quella sensazione di perenne difetto

Tutto sembra perfetto ma il calcio sa essere perfido e romantico ed infatti la quarta stagione in bianconero sembra iniziare col piede giusto (tripletta in Champions allo Young Boys), ma l’arrivo a Torino dell’alieno CR7 impantana il cammino di Dybala. I due sembrano convivere bene, ma Paulo sembra non essere funzionale al gioco di Ronaldo.
Le grane con Mister Allegri non si contano più e l’argentino viene spesso costretto a fare il lavoro sporco giocando a decine e decine di metri di distanza dalla porta avversaria. I gol della sua ultima stagione all’ombra della Mole sono pochissimi, così come le prestazioni da 6 in pagella. Dybala sembra triste, non è più l’anima di quel club che tanto ha amato e per il quale ha rifiutato chiamate illustri.

Cosa sta succedendo alla Joya? I tifosi si dividono, c’è chi vorrebbe mandarlo via subito e chi, piuttosto che privarsene, venderebbe anche la sorella considerando anche l’arrivo a Torino di Maurizio Sarri, il cultore del bel gioco, che avrebbe intenzione di piazzarlo di nuovo al centro del progetto tecnico-tattico bianconero regalandogli cosi una “seconda giovinezza” anche se a 25 anni si ha ancora tanto da dire.
Paulo è la Juve e la Juve è Paulo, c’è chi gli ha già chiuso la valigia e chi invece crede ancora che quel piccolo argentino di Laguna Larga possa portare a Torino quella maledetta coppa che manca da quando in Italia c’era ancora la lira.

Paulo, noi siamo qui. Ti stiamo aspettando. Ancora.

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Vincenzo, classe 1998, amante del bel calcio e della Juve. Il mio preferito: Roberto Baggio, IL GIOCATORE.

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