Il countdown per l’avvento del nuovo decennio è già partito da qualche ora e in questo 2020 potremmo non vedere più il Calcio Catania sui campi di gioco. La situazione è più critica del previsto ed anche in breve tempo il puzzle potrebbe combaciare. Tutte le strade portano verso un solo sbocco (per ora) ed è Via del Fallimento quella in cui sta svoltando la società di Nino Pulvirenti.

Infatti le trattative tanto vociferate si sono rivelate tutte fandonie, da Follieri alla Holding americana capitanata da Percassi, nessuno ha mai affondato il colpo decisivo per rilevare il pacchetto societario del club di Via Magenta. Vuoi per poco interesse o per debiti ingenti, il Catania non è appetibile a possibili imprenditori.

Ma facciamo un passo indietro…

Il patron rossoazzurro all’inizio di dicembre aveva ammesso come la situazione fosse complicata ma aveva garantito di avere le risorse economiche necessarie per adempiere agli obblighi finanziari fino alla fine della stagione sportiva in corso, inoltre era anche fiducioso per la chiusura della trattativa con gli americani mentre invece aveva sbattuto la porta in faccia a Follieri.

Per l’inizio delle feste è stato questo il messaggio d’auguri, si fa per dire, recapitato per Natale a tutti i calciatori rossazzurri da parte della dirigenza etnea come riferisce Tuttoc.com

“Cari ragazzi nel rinnovare a voi e alle vostre famiglie gli auguri di un Buon Natale e di un Felice Anno Nuovo con la riapertura delle liste di trasferimento abbiamo il dovere di esporvi con chiarezza il quadro economico della ns. Società. Il calcio Catania Spa per la ben nota situazione debitoria non potrà far fronte agli adempimenti economici così come attualmente in essere. La vita del Catania è primaria ad ogni cosa così che ci sembra giusto che troviate una squadra che vi garantisca di poter avere soddisfatte le vostre esigenze tecniche ed economiche. NESSUNA PRETESA sarà da noi avanzata alle eventuali squadre che si faranno avanti. Certi della vs. comprensione vi salutiamo cordialmente. Calcio Catania Spa”.

Nessuna conferma nessuna smentita ma il 28 Dicembre il Catania rettifica così:

https://www.calciocatania.it/article.php?id=36684&l=

Presupposti, senso e motivazioni dei messaggi inviati ai nostri calciatori

Con riferimento ai messaggi recentemente inviati ai nostri calciatori e dopo un’attenta analisi delle reazioni, il Calcio Catania ritiene opportuno precisare e puntualizzare presupposti, senso e motivazioni delle diverse comunicazioni privatamente inoltrate ai tesserati martedì 24 dicembre.

In premessa, è opportuno ribadire che ai nastri di partenza della stagione sportiva 2019/20 il Calcio Catania si è presentato con un organico giudicato anche dagli addetti ai lavori altamente competitivo in chiave promozione, caratterizzato da un profilo impegnativo in termini di “monte ingaggi”.
Parallelamente al maturare di risultati non in linea con l’obiettivo stagionale, nel corso degli ultimi mesi la dirigenza ha manifestato più volte e chiaramente alla squadra il programma relativo al “mercato” di gennaio, in stretta relazione al responso della classifica del girone d’andata.
Il Catania si ritrova in settima posizione ed è distante ben 21 punti dalla capolista, 11 dal terzo posto, 9 dalla quinta piazza.
La media-punti nel girone d’andata è la peggiore, per i rossazzurri, dal ritorno in Serie C (2015/16) ad oggi.
A fronte di risultati estremamente deludenti, ai calciatori di un gruppo competitivo sulla carta ma purtroppo non in campo è stata offerta la possibilità di congedarsi: con chiarezza e coerenza rispetto a quanto più volte riferito agli stessi giocatori, è stata evidenziata la necessità di salvaguardare la capacità del Calcio Catania, fin qui sempre garantita, di corrispondere regolarmente gli emolumenti.
Con trasparenza, il nostro club non ha mai nascosto le difficoltà economiche, in parte derivanti dalla situazione debitoria da affrontare ed in parte naturalmente collegate alla permanenza in Serie C, categoria da rispettare ma asfittica in termini di introiti e sostenibilità.
Non è in programma alcuna “smobilitazione”: i calciatori che andranno a cercare altrove ciò che il Catania non potrà più garantire saranno naturalmente sostituiti con altri calciatori, che percepiranno ingaggi compatibili con la nostra situazione attuale, caratterizzata da introiti drasticamente ridotti anche in termini di incassi in occasione delle partite casalinghe, passati da circa 50.000 a circa 8.000 a partita, e nell’ambito della raccolta pubblicitaria.     
È la vita del Catania, per noi, il bene primario: le pur drastiche scelte compiute al solo fine di poter rispettare gli impegni, presenti e futuri, meriterebbero giudizi accorti e lucidi

Seguono le dichiarazioni del dimissionario Pietro Lo Monaco, che poi queste dimissioni non si è capito a chi le abbia date, ammettendo a Radio Sportiva la delicata e precaria situazione riguardante la società che egli stesso amministra dichiarando che: “la situazione debitoria è pazzesca e che il Catania non ha le forze per reggerla” – continua dicendo- “i calciatori sanno di questa situazione da tempo, l’unico interessato è stato Follieri”. Passo indietro e ammissione di colpe? Chissà ognuno valuta a modo proprio.

Arriviamo a ieri quando sulla Gazzetta dello Sport i colleghi Binda e Finocchiaro scrivono che secondo loro il fallimento è dietro l’angolo in quanto giorno 7 gennaio Nino Pulvirenti andrà in tribunale per chiedere il commisariamento del club e di Meridi.

Ma facciamo un passo indietro… chi è Meridi? Meridi S.R.L è una società a capo di Pulvirenti che opera nell’ambito della grande distribuzione ed è anche un’azienda in cui il Calcio Catania S.P.A vi partecipa avendo un pacchetto azionario del 4,60%. Ma questo cosa centra con una squadra di calcio che sta fallendo? Facciamo chiarezza

La holding Meridi, ex azionista di minoranza di Wind Jet ed attualmente in possesso di quote del Calcio Catania è a rischio fallimento. Meridi è anche azienda a marchio Forte’ e, come noto, la catena di supermercati discount dislocati in tutta la Sicilia fa i conti con il futuro incerto di oltre 500 lavoratori che, giorno dopo giorno, temono sempre più di non poter sostentare i bisogni quotidiani delle loro famiglie. Il 7 gennaio il Tribunale di Catania decreterà lo stato d’insolvenza e si pronuncerà sulla richiesta di ammissione all’amministrazione straordinaria. Qualora venisse accolta, seguirebbe un periodo di osservazione da parte dei commissari giudiziali della durata di circa 70 giorni (quindi fino a marzo) volto a verificare se sussistano possibilità di risanamento per l’impresa. All’esito della quale il Tribunale, nell’ipotesi in cui non vi siano possibilità di recupero dell’attività produttiva sulla base della relazione stilata dai commissari, è tenuto a dichiarare con sentenza il fallimento. Fondamentale, quindi, l’ammissione all’amministrazione controllata per la salvaguardia dei posti di lavoro, sbloccando la procedura di cessione di una sessantina di punti vendita alla Apulia Distribuzione.

Insomma i lavoratori dei supermercati a marchio Fortè non prendono gli stipendi da 7 mesi e hanno ragione di protestare e di alzare la voce.

C’erano Wind Jet, il Calcio Catania, Meridi e Finaria, no non è l’inizio di una barzelletta sono le società a capo di Mister Antonino Pulvirenti. La prima società fallita in bancarotta fraudolenta, la seconda quasi, la terza è sostanzialmente fallita ma ha un filo conduttore con il Catania.

Per essere chiari e non fare troppi giri di parole Meridi, che è ad un passo dal fallimento, negli ultimi anni ha coperto le spese del Catania e adesso vanta molti crediti da parte del club rossoazzuro che naturalmente non ha la liquidità necessaria per sdebitarsi.

Proprio per questo motivo il futuro del club etneo è strettamente legato alla sentenza che sarà emanata giorno 7 dal Tribunale di Catania in cui verranno decise le sorti di Meridi e del Calcio Catania che rischia di perdere la tanto cara e amata matricola 11700 che è ad un passo da essere cancellata dagli albi della F.I.G.C

In questi giorni sono anche arrivate le dichiarazioni del primo cittadino: Salvo Pogliese e dell’assessore allo Sport: Sergio Parisi, entrambi dipingono la situazione come tragica.

https://www.cataniatoday.it/sport/calcio-catania-cessione-matricola-29-dicembre-2019.html

Le strade percorribili sono sostanzialmente due: o fallimento e la creazione di una squadra che riparta dalla serie D (come Palermo e Bari) oppure l’acquisizione del 100% del pacchetto SalvaCatania che prevede Torre del Grifo con l’annesso mutuo e l’azzeramento dei debiti, un’operazione da circa 25/30 milioni, mica pochi!

Sembra che il sindaco stia cercando di mettere insieme una cordata composta da due azionisti forti che starebbe lavorando, anche con alcuni sponsor locali, per comporre un organigramma e un unico asset e poter iniziare a interloquire con l’attuale proprietà del Calcio Catania e intavolare l’eventuale discorso cessione. Il gruppo sarebbe interessato all’acquisto della squadra e anche di Torre del Grifo. Il tempo a disposizione però non è molto.

Il 2020 sarà l’anno in cui decadrà definitivamente un impero gigantesco che era stato messo in piedi da Pulvirenti: Hotel di lusso, supermercati, squadra di calcio e compagnia aerea. Sarà tabula rasa per l’imprenditore di Belpasso che vedrà sgretolarsi tutto quello che aveva messo in piedi, che per colpa di egli stesso, fra: manovre aziendali, compravendite di partite, e cessione di proprietà è riuscito ad estinguere un capitale enorme

La situazione è delicatissima e la tensione è alle stelle, il Calcio Catania non è mai stato così vicino al fallimento. Insomma l’augurio per questo 2020 è che nei campi di serie C si possa continuare a vedere il Catania e che non venga rasa al suolo una storia così importante e ricca di blasone… Buon anno e ci rivediamo per parlare del Catania… si spera.

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Edoardo Sergi, classe 1998 nato a Catania. Studio Economia Aziendale presso l'Università degli studi di Catania. La mia più grande passione è quella di scrivere e raccontare storie di sport.

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