Neymar-PSG, non è tutto oro quel che luccica

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Parigi, la città dell’amore. Dalla Tour Eiffel illuminata di notte alla romantica “La Vie en rose” di Édith Piaf.

Nella capitale francese, il 3 agosto 2017 si è festeggiato uno dei matrimoni più costosi della storia con una spesa di 222 milioni. Lui un brasiliano di 25 anni reduce da un’intensa esperienza a Barcellona, lei una società di quasi 50 anni ma non abituata a certi partner. In realtà uno di livello lo ha avuto ed era anche lui brasiliano, si chiamava Ronaldinho ma erano completamente altri tempi.

Torniamo a due estati fa quando il sudamericano in questione era Neymar.
Col PSG si giurano amore per almeno cinque anni, a cifre astronomiche, con molti progetti in mente come il dominio in Francia e il sogno Champions League, obiettivo raggiunto dallo stesso Neymar nel 2015.

Crisi del se…condo anno

Altroché crisi del settimo anno: dopo appena due, O Ney ritiene insanabile il rapporto col PSG e dichiara chiusa la sua avventura in Francia.
La magia del colpo del secolo svanisce senza nemmeno aver toccato la soglia delle sessanta partite. Nemmeno il più pessimista dei tifosi parigini si sarebbe aspettato un epilogo così burrascoso e affrettato.

Come capita in questi casi si cerca sempre il colpevole su cui scaricare le colpe e lavarsi le proprie mani e la propria coscienza.
Questa volta è diverso, non esiste un solo capro espiatorio ma un vero e proprio gregge: Neymar, il PSG e i soldi.

L’ordine è puramente alfabetico in modo che ognuno possa valutare soggettivamente l’entità della colpa in questo faccenda dove è innegabile come tutti abbiamo sbagliato qualcosa.

Genio e sregolatezza

Quando il Dio del calcio distribuiva il talento, Neymar ha dribblato la fila e si è presentato più e più volte a prendere la sua porzione. Se poi aggiungiamo il sangue brasiliano, ecco spiegato l’enorme bravura di questo ragazzo con la palla tra i piedi. Il problema principale di Neymar è il passare in cinque minuti da umiliare con qualche giochetto un avversario ad umiliarsi da solo con una patetica simulazione davanti agli occhi di milioni di persone. Il brasiliano ha creato più volte scompiglio nello spogliatoio del PSG, società che aveva dato una mano al ragazzo per diventare ancora più protagonista senza l’ombra di Messi ed è finita per farsi prendere tutto il braccio dallo stesso Neymar, incapace evidentemente di gestire la troppa fama e i troppi riflettori.

PSG o Neymar FC?

Come detto in precedenza il PSG non era abituata ad avere in rosa gente di questo calibro. Nasser Al-Khelaïfi, presidente del club nonché sceicco qatariota, sapeva di investire su un grandissimo fattore dentro e fuori dal campo ma Neymar si è rivelato un azienda addirittura più grande della squadre stessa dov’era approdato. Il PSG ha concesso tanto, troppo al ragazzo che ha causato più di qualche squilibrio nell’intera squadra, portando a casa pochi feedback positivi e tanto astio e critiche (chiedere a Cavani e compagnia). Probabilmente un altro club, con qualche esperienza in più, avrebbe saputo gestire meglio la faccenda ma Al-Khelaïfi sembra aver imparato la lezione.

Gli euro prima dei goal

Ultimo ma non per importanza uno dei protagonisti più ricorrenti e influenti di questa storia: il denaro. Ogni cifra riguardante Neymar e il PSG è astronomica e tutto ciò sta rendendo insostenibile una cessione nonostante le indubbie qualità del giocatore. In un calcio dove si è sempre più prigionieri da soldi, procuratori, commissioni, ingaggi e altri fattori economici forse converrebbe ridimensionare tutto ciò per evitare di ritrovarsi top player impossibili da vendere. Chiedere anche a Pogba e Icardi per ulteriori informazioni.

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