Si è vero questa è una provocazione, ma sinceramente chi di voi spenderebbe 100 euro per ricomprare un paio di scarpe quando potrai comprarle gratis a breve? Ok potrebbe essere il paio di scarpe più bello che voi abbiate avuto e al quale tenete di più ma purtroppo non potete permettervelo.

È esattamente la situazione nella quale si trova il Calcio Catania e a 10 giorni di distanza dalla creazione del “Comitato Calcio Catania” crescono i primi dubbi che comunque ci sono sempre stati.

Pagliara e Pellegrino dovrebbero essere santificati questo sia chiaro, perché la loro è un’impresa alla “Mission Impossible” che se dovessero riuscire a portare a termine sarebbero dei veri e propri eroi.

Ma la vita non è un film e bisogna calarsi nella brutta realtà che sta vivendo il Catania e i catanesi. Il comitato guidato dall’ex allenatore dei rossoazzurri e dal presidente FIDAL sta mettendo tutte le proprie forze per cercare di risollevare la situazione critica che affligge Pulvirenti e tutte le aziende in suo controllo: Meridi e Finaria.

In questi 10 giorni non è successo nulla di significante ma è accaduto di tutto alle pendici dell’Etna.

Partendo dal 7 gennaio quando al Tribunale di Catania si è discusso il futuro di Meridi. Tre giorni dopo il verdetto: amministrazione controllata per 90 giorni e nomina dei 3 commissari straordinari, si tratta di Luciano Fausti di Taranto, Elio Blasio di Fisciano (Sa) e Simone Manfredi di Roma. La Procura si era opposta, i legali dei creditori si erano associati alla richiesta avanzata dalla società.

In questi tre mesi i commissari saranno incaricati di riscuotere tutti i crediti che vanta la società che controlla 90 supermercati in tutta Sicilia. Il Catania ha un debito di oltre 10 milioni di euro nei loro confronti. Inoltre, come detto in precedenza, Meridi detiene il 5% delle quote azionarie del Calcio Catania.

Ovviamente Lo Monaco e Pulvirenti non hanno la benché minima idea di dove dover prendere questa ingente cifra. Proprio per questo motivo le porte degli studi legali Gitto e GOP di Roma sono aperte a chiunque sia interessato alla compravendita della società dell’Elefante.

In tutto ciò, fortunatamente, si è tirato fuori Raffaello Follieri. A Pulvirenti, anche se lui dice di non entrare nelle trattative, va dato il merito di non aver ceduto alla avance del faccendiere foggiano. Il gruppo Follieri LtD e gli avvocati e commercialisti catanesi che seguivano questo ipotetico interesse hanno emanato un comunicato che dice: «Lo studio Alioto e Giuffrida, comunica a nome della Follieri Capital Ltd, di aver ricevuto in data odierna, l’incomprensibile rifiuto, dai legali del Catania Calcio S.p.A., della volontà di sottoscrizione, attesa già da parecchi giorni, di un accordo di riservatezza, che peraltro era stato richiesto in origine dalla stessa proprietà, e facente parte di un percorso che prevedeva in ordine cronologico: accordo di riservatezza, presentazione da parte della Follieri Capital Ltd di evidenza fondi e inizio di una due diligence.
Tale rifiuto, impedisce la presentazione di tutta la documentazione richiesta, compresa l’evidenza fondi già pronta e certificata da parte dell’istituto finanziario della nostra Assistita, per l’importo complessivo di euro 25.000.000,00.

La nota prosegue dicendo che per i giornalisti ci sarebbe anche stata la possibilità di visionare questo documento di evidenza fondi che effettivamente esiste anche se è stato certificato da una banca non italiana.

L’imprenditore non godeva né delle simpatie del patron rossoazzurro né dell’intera città.

Fra fake news e conferme in questi giorni si è parlato tanto della fase di avanzamento dei lavori per consentire alla al duo Pagliara Pellegrino di trovare i soldi per poter avanzare un’offerta al Catania e poter iniziare una trattativa.

Esatto iniziare una trattativa, infatti nessuna delle pseudo società avvicinate ai rossoazzurri, ha mai fatto una proposta a Finaria. Il comitato ha solamente avanzato una manifestazione d’interesse come confermato da entrambe le parti che ad onor del vero hanno dimostrato assoluta trasparenza in tutti i passaggi.

Fra ipotesi e notizie false è difficile capire cosa c’è di attendibile ma facciamo il punto. Fra i venti nomi che hanno fondato il comitato solamente tre di questi dovrebbero essere i finanziatori e ricoprirebbero una percentuale di acquisizione del pacchetto societario del 10% complessivo.

I nomi di chi ha depositato e firmato lo statuto sono: Maurizio Pellegrino, Angelo Maugeri, Antonio Paladino, Carmelo Munzone, Stefania Baudo, Sergio Reitano, Giuseppe Paparatto, Sergio Arena, Riccardo Russo, Nuccio La Ferlita, Nino Cortese, Arturo Magni, Sergio Cacopardo, Fabio Pagliara, Gaetano Sanfilippo, Davide Leonarduzzi, Girolamo Di Fazio, Francesco Giovanni, Leonardo Laudani, Giuseppe Ventura, Luca Antonio e Piero Di Salvo. Chiariamo che ne Pellegrino ne Pagliara sono i finanziatori.

Fra le ipotesi che si erano fatte una risulta interessante ma non confermata. Sembra che il comitato potrebbe prendere una quota superiore del 50% nell’immediato (15gg) così da garantire la solidità economica per adempiere agli obblighi finanziari con fornitori e calciatori, pagare ed estinguere i debiti e poi comprare il 100% delle azioni a fine campionato. Nelle più remote delle ipotesi c’è anche quella che il Catania, tramite i playoff, possa salire in Serie B. In questo modo Pulvirenti&co. potrebbero addirittura aumentare la contropartita per l’acquisto dell’azienda.

A noi sembra fantacalcio ma chissà, lasciamo a voi lettori l’interpretazione di questo assurdo progetto in cui il comitato perderebbe solo soldi.

Oggi sono successe cose importanti e può sembrare la giornata della svolta. Lo Monaco e Pulvirenti sono andati a Roma dove ha sede lo studio legale GOP e per la seconda volta dobbiamo smentire tutte le voci che sono uscite su un possibile incontro fra le parti. Infatti il dimissionario amministratore delegato, secondo quanto da noi raccolto, è andato nella capitale per definire tutte le pratiche per il passaggio del giovane Di Stefano ai biancocelesti. Il patron invece ha dovuto sbrigare degli impegni per conto di Finaria, che è la società che controlla il Catania. Quindi nessun incontro. L’unica cosa che ci risulta è che è stato avvistato in zona Viale XX Settembre, dove ha sede lo studio legale Gitto, Nino Pulvirenti.

Adesso si fa sul serio ed è proprio oggi che verrà mandata la pec che ha come mittente lo studio Paladino e come destinatario Finaria, in cui verranno svelati i nomi dei 16 imprenditori, siciliani e non, interessati al comprare il sodalizio etneo e il centro sportivo Torre del Grifo, che ricordiamo che non può essere di intralcio nella trattativa in quanto è l’unico mezzo di introiti.

Nella pec verrà integrata una specifica documentazione in cui verrà mostrata la capienza economica certificata dalle una delle “big four” mondiali. Successivamente entrambi le parti delegheranno un advisor.

All’interno della cordata ci dovrebbero essere nomi grossi come quello di Vincenzo Guerini ex Fiorentina. Fra le altre aziende finanziatrici ci saranno Ecogruppo Italia, già sponsor e in mano ad Angelo Maugeri; Bacco di Claudio Luca anche lui sponsor, inoltre l’imprenditore di Bronte qualche anno fa disse di essere interessato ad acquistare il Catania; Guido impresario nell’ambito edilizio; Italpizze e Aon, già precedentemente citate; Massimo Mauro che dovrebbe ricoprire un ruolo dirigenziale e Antonio Paladino che oltre a curare tutti gli interessi economici dovrebbe pure finanziare l’operazione.

È stato proprio il commercialista incaricato che ai microfoni della rosea ha confessato che: “aspettiamo gli ultimi documenti dalle banche dei singoli imprenditori, siamo già pronti con la lettera da inviare alla Finaria”

Però è qua che cade l’asino, la stessa Gazzetta della Sport nella sezione Sicilia-Calabria, mette in risalto i debiti della società etnea che definisce pazzeschi. Aggettivo spesso utilizzato da Lo Monaco e che di sicuro evoca brutte sensazioni.

Ecco perché torniamo al discorso fatto antecedentemente, cioè chi è che si accollerebbe fior fior di debiti per comprare una squadra di Serie C che potrebbe arrivare a costare 50 milioni complessivi. Va bene l’amore per la matricola 11700, va bene il voler salvare i posti di lavoro ma è utopico pensare di voler investire una miriade di soldi per poi non aver alcun ritorno dal punto di vista economico se non dal centro sportivo.

E non finisce qua. Da Novembre 2019 la FIGC ha redatto una “black list” di dirigenti/imprenditori in modo che non possano esistere più casi come quello del Palermo o del Parma. L’acquisizione di una società calcistica, da novembre, deve seguire un iter tortuoso e complicato.

In parole povere bisogna dimostrare di avere fondi necessari per: estinguere i debiti, avere una capacità economica proporzionale alle attività d’impresa derivanti dal fatturato medio degli ultimi 3 esercizi e depositare un piano triennale degli investimenti che si intende sviluppare. Dopo la verifica di tutto e il possibile closing ci sarà la verifica dei requisiti che spetta ad una commissione nominata dalla FIGC.

Finaria vuole seguire passo passo tutti i commi del decreto emesso dalla federazione italiana. Per questo motivo vuole ottenere tutti i requisiti minimi da parte della cordata.

Fra i tanti problemi emersi ci potrebbe anche essere quello legato a Meridi, da non sottovalutare ci sono movimenti che seguiranno, da parte dei commissari nominati, che potrebbero influenzare la stabilità della trattativa stessa.

Una piccola chicca che riguarda TdG ci potrebbe essere; il Catania ha tutt’ora un mutuo, che è stato sottoscritto per la creazione del centro sportivo, con l’istituto per il credito sportivo che è stato anche utilizzato da Andrea Agnelli per la realizzazione dello Juventus Stadium

Il capitale di questo istituto è per gran parte del ministero dell’economia e delle finanze ma una buona porzione la detiene il CONI. Proprio per questo motivo Fabio Pagliara, segretario generale FIDAL e Sergio Parisi, attualmente assessore dello sport a Catania ma ex presidente FIN Sicilia possono risultare due figure chiave per negoziazioni e progetti futuri che riguardano questo centro sportivo che è un vero e proprio fiore all’occhiello in Italia.

Inoltre Lo Monaco sembra vicino al ritorno nella città dello stretto. Sembra cosa fatta l’approdo all’ACR Messina in cui potrebbe coprire il ruolo di amministratore delegato.

La situazione è più ingarbugliata del solito e va dato grandissimo merito a Pellegrino, Pagliara, Di Fazio (ex questore di Agrigento) di averci messo la faccia e di volerci provare in qualsiasi modo, ma la realtà dei fatti è ben diversa.

Economicamente sarebbe un suicidio, uno spreco di soldi senza precedenti. Il Catania è stracolmo di debiti e saranno gli stessi interpreti a dover ammettere che la situazione è ormai compromessa. Va dato merito che questa cordata ci ha messo tutte le forze ed è stata credibile e determinata. Purtroppo dovranno ammettere che la situazione era più grande di quanto ipotizzato antecedentemente.

Ovviamente non possiamo che sperare di essere smentiti e che ci siano imprenditori che hanno voglia e soprattutto soldi per poter estinguere gli ingenti debiti ed investire su una squadra che ora come ora milita nella terza serie.

Il Catania e Torre del Grifo non verranno rasi al suolo, il calcio ai piedi dell’Etna continuerà indubbiamente ad esserci ma il tutto accadrà con una nuova società e con una nuova matricola.

Non dite che non ve l’avevamo detto ma la realtà dei fatti è questa e per ora è difficile ipotizzare un passaggio di consegne.

Aggiornamento del 16.01.2020: La Gazzetta dello Sport rivela, fra i 16 imprenditori, i nomi da noi fatti il 3 gennaio qui, confermando le società Aon, Italpizza, Ecogruppo e Bacco.

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Edoardo Sergi, classe 1998 nato a Catania. Studio Economia Aziendale presso l'Università degli studi di Catania. La mia più grande passione è quella di scrivere e raccontare storie di sport.

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