Nessuno si aspettava che la Lazio arrivasse, al tramonto della 34° giornata, con 67 punti in saccoccia e in finale di Coppa Italia contro la Juventus, eliminando la Roma nel doppio confronto in semifinale. E proprio la squadra di Spalletti è stata la sua ultima vittima in campionato, 3-1 secco con doppietta di Keita, un Lulic in grande spolvero (e Rudiger espulso, destino crudele), nonostante il rigore inesistente della Roma, nonostante Immobile andato ko nel riscaldamento.

La sorpresa Lazio nella corsa all’Europa – Neanche il suo presidente Lotito se lo aspettava. Per il resto a Formello nulla di nuovo sotto il sole: siamo alla prima settimana di maggio e Biglia non ha ancora rinnovato, così come Keita Baldé. L’argentino, peraltro, secondo quanto riporta SkySport è stato accostato al Milan e, in passato, all’Inter mentre l’ispanico-senegalese avrebbe su di sé gli occhi di tante big italiane. E ancora De Vrij che era stato vicinissimo ad essere ceduto allo United. Insomma il mercato in uscita è pieno di big, ma se tutti questi nomi dovessero partire, chi giocherebbe al posto loro? Intanto dal mercato in entrata tutto tace.

Nemmeno Milan, Inter e Fiorentina se lo aspettavano, specialmente dopo l’ultima annata dei biancocelesti: eppure c’è quella leggenda popolare, che gira tra le birre alla spina e i banconi dei bar, secondo cui la Lazio alterna un’annata positiva ad una negativa. L’anno scorso la squadra di Inzaghi si fermò all’ottavo posto con 54 punti mentre l’Inter arrivò quarta con 67 punti, la Fiorentina quinta con 64 e il Milan settimo con 57. Ad oggi ad inseguire la Lazio (67  pt) ed il nuovo Sassuolo (che l’anno scorso fece 61 punti), l’Atalanta (64 pt), vi sono proprio Milan (59 pt), Inter (56 pt) e Fiorentina (55 pt). E se nelle ultime 5 giornate la Lazio ha fatto 10 punti e l’Atalanta 9, il Diavolo ne ha fatti 5, il Biscione 1 e la Viola 5.
“Allora Inter, che fa? Superi?”
“Ma mi dà del tu?”
“No no dicevo, superi lei”
“Ah, congiuntivo!”
La corsa per il sesto posto la immagino un po’ così, con la famosa scena della famosa serie del ragionier Fantozzi, dove Milan e Inter giocano a tennis in un banco di nebbia e la Fiorentina resta congelata, dalla sera prima, in spogliatoio: poi, sorto il sole e diradata la nebbia, entrano i ricchi facoltosi che avevano prenotato il campo per le ore migliori (Atalanta, Lazio, Roma, Napoli, Juventus). E il sesto posto non è roba da bistrattare: il sesto posto consente infatti di accedere al preliminare di Europa League, dato che la Lazio ha praticamente il posto garantito in Europa (o tramite vittoria della finale di Coppa Italia o tramite il mantenimento dell’attuale posizione in campionato), merito di un bravissimo Simone Inzaghi che è riuscito a convivere con l’idea di calciomercato di Lotito e che, in silenzio, è tornato come sostituto di Bielsa e adesso potrebbe andarsene da eroe.

Il sorprendente caos all’Inter – E allora la domanda è: l’Inter vuole davvero arrivare in EL? La squadra è logorata da conflitti intestini, nell’ambiente nerazzurro si cerca sempre un capro espiatorio: prima Icardi, con la sua tanto discussa biografia, poi Gagliardini, reo di aver commesso un peccato capitale quale andar a vedere allo stadio una gara di Champions League della Juve, adesso Nagatomo. Forse, per ora, l’unico che ha davvero qualche colpa è proprio il giapponese ex Cesena: anche se la vera domanda non è perché ha svirgolato in quel modo il pallone in area, dato che può capitare a tutti di sbagliare (anche se in Serie A, a certi livelli, contro il Napoli, nella propria area, a fine primo tempo, non deve/dovrebbe succedere), ma perché Pioli lo ha fatto giocare? Non sarebbe stato più facile riproporre il 3-4-2-1 di qualche giornata fa? Proprio Pioli, allenatore che due anni fa portò la Lazio in Europa League, ma che l’anno successivo venne esonerato in favore di Inzaghi, non sta vivendo una stagione serena, dato che ha perennemente il fiato sul collo dei media che lo danno già per sollevato dall’incarico a giugno per il Simeone di turno.

Il sorprendente ricco mercato del Milan ma non della Viola – E il Milan, e la Fiorentina? L’Europa vuol dire fare mercato: che i Della Valle non abbiano tanta intenzione di ergere la Fiorentina a squadra più che competitiva (per ora) è cosa certa, l’annata della Fiorentina è sempre la stessa cosa: un pendolo che oscilla tra il battere la Juventus 2-1 e il perdere 2-0 con il Palermo quasi matematicamente retrocesso passando per un Paulo Sousa prossimo all’esonero e un Kalinic vicino alla Cina. In casa Milan, invece, per ora si promettono campagne faraoniche: tantissimi media danno (dall’estate scorsa) Musacchio praticamente in rossonero, che sia lui il nuovo Witsel (passatemi la battuta)? Sembra, secondo le voci di mercato, peraltro che la dirigenza rossonera non sappia proprio scegliere chi prendere tra Aubameyang e Morata, mentre è sempre viva la voglia di acquistare Cesc Fabregas, nonostante lo spagnolo nel frattempo sia passato dall’Arsenal al Barcellona e dal Barcellona al Chelsea.

La sorprendente Atalanta – Menzione (finale) d’onore per l’Atalanta di Gasperini: giovane, forte e… già teoricamente smantellata. Gagliardini è andato all’Inter a gennaio, Caldara è della Juventus, attualmente sta a Bergamo in prestito, Spinazzola potrebbe seguire Caldara, Conti è conteso tra Napoli e Juventus, Papu Gomez ha estimatori da mezza Europa. Che al Gasp, l’anno prossimo, tocchi schierare e far esplodere pure i pulcini del settore giovanile della Dea?

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Giornalista pubblicista dal 2017, tifoso del Milan dal 1996. Nato a Catania, studia giurisprudenza e ama scrivere di calcio ed attualità. Ha pubblicato un libro dal titolo "CircoStanze" con la casa editrice "Prova d'Autore".

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