Nazionale, tra il sicuro e l’incerto: i tre punti da cui ripartire

luigi di biagio

L’incubo italiano, naturalmente relativo alla nazionale di calcio, non smette di manifestarsi. La conferma è arrivata anche grazie alle due amichevoli contro Argentina ed Inghilterra dove, oltre che allo spirito di squadra, non si é visto il cambiamento di un organico pronto alla rivoluzione tecnica e filosofica.

Il Mancato approdo ai Mondiali in Russia ha generato all’interno dell’ambiente Italia la volontà di ripartire. Si, ma su quali basi?

QUESTIONE COMMISSARIO TECNICO: La fase ad interim di Luigi Di Biagio ha cercato di riportare all’interno dello spogliatoio l’emozione che si deve sempre provare nel momento in cui si indossa la casacca azzurra. Il peso psicologico dell’assenza al prossimo campionato del mondo, però, è ancora presente tra i giocatori e, per molti versi, si è rivista una squadra figlia di quell’umorismo interrotto dalle sfide contro Svezia, nel mese di novembre e Spagna nel mese di settembre.

Il neo vicecommissario della FICG, Alessandro Costacurta, è stato chiaro: “il 20 maggio nuovo Ct”, creando così diverse supposizioni tra i papabili. Il primo nome, o meglio, colui con più chance sembra essere Roberto Mancini, attuale tecnico dello Zenit San Pietroburgo. L’ex Inter, oltre al profilo economico vicino ai parametri della federazione, potrebbe svolgere in forma concreta e decisiva il ruolo di selezionatore, aprendo così una porta anche a diversi giocatori ormai lontani da diverso tempo dai campi di Coverciano. Uno di questi? Mario Balotelli, sempre più protagonista con la maglia del Nizza.

Il secondo nome, invece è quello di Carlo Ancelotti: per lui parla il suo Curriculum Vitae che lo identifica tra gli allenatore più vincenti sul piano internazionale. L’ostacolo da superare, però, è l volontà dell’ex Milan di tornare a vivere di calcio giorno per giorno e, la nazionale, ha tempistiche ben precise.

La sorpresa, invece, oltre che alla conferma di Di Biagio potrebbe essere Antonio Conte. L’allenatore salentino, in uscita dal Chelsea, risulterebbe come una garanzia avendo già allenato gli azzurri soprattutto durante l’Europeo del 2016. Anche qui, da sfidare, è l’ardua concorrenza che c’è sull’ex Juventus.

RIVOLUZIONE ROSA: archiviati gli addì di De Rossi e Barzagli, è sempre più vicino il cambiamento relativo alla rosa. L’obiettivo dovrà essere quello di ripartire dalle forze giovani del nostro paese: Donnarumma, Rugani e Pellegrini sono l’esempio del talento presente in Italia. Partendo da tale punto di vista, tutti coloro che hanno fatto la storia in maglia azzurra hanno il compito di lasciar spazio a chi vuole rapportarsi con un’identità molto più ampia e sentimentalmente forte e decisa. Naturalmente, tutto ciò, dovrà essere contornato da una rivoluzione rigida da attuare nei nostri campionato, mostrando il coraggio di saper rischiare sui tanti giovani presenti nelle diverse categorie.

Il futuro commissario tecnico, infatti, avrà come obiettivo principale quello introdurre nel mondo della nazionale maggiore giocatori provenienti da ambienti inferiori e quindi poco avvezzi alla pressione di una sfida relativa ad una competizione continentale o internazionale

FILOSOFIA CALCISTICA E MANAGERIALE: risulta difficile pensare che a livello di strutture e mentalità l’Italia è tanto distante da altri campionati presenti nel panorama europeo. La crescita di una nazione e della propria squadra di calcio passa anche da piccoli dettagli come la sicurezza gli interni degli stadi, possibilmente di proprietà, oppure la volontà di una società, pronta ad investire sulle proprie risorse giovanili mettendo da parte la paura di fallire il colpo.

Il vero e proprio cambiamento potrebbe identificarsi con una serie di investimenti da attuare nei confronti settori giovanili e nelle infrastrutture, innalzando così i requisiti dei vivai ai fini delle iscrizioni al campionato, in modo da incrementare gli standard di preparazione e formazione. Oltre a tali interventi, una soluzione utile sarebbe quella di introdurre, sia nei campionati professionistici che giovanili, liste con un numero minimo di atleti formati in casa, tutelando così tutti coloro selezionabili dalla nazionale italiana.

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Classe 1994, studia Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Sabino di nascita e napoletano di adozione, coltivo la passione per il calcio e per la scrittura tanto da analizzare tutto ciò che ruota intorno a tale sport. Obiettivi futuri? Descrivere un calcio che unisce e da speranza a tutte le persone, senza differenze tra colori e categorie.