Ieri sera i Maneskin, vincitori dell’ultimo Festival di Sanremo, sono stati premiati in Polonia in occasione del Polsat SuperHit Festival 2021 per avere conquistato l’oro col singolo “I wanna be your slave”. Damiano, frontman del gruppo, e il chitarrista Thomas Raggi si sono scambiati un bacio, immagine-simbolo di una potenza dirompente in un paese ancora molto indietro su questioni di diritto civile e libertà per la comunità LGBTQIA+. “Love is never wrong”, ha esclamato Damiano prima di scendere dal palco. Un boato ha accompagnato l’esibizione e le parole della band rivelazione di quest’ultimo anno.

In Inghilterra quasi in contemporanea è scesa in campo la nazionale italiana. La squadra di Mancini ha affrontato a Wembley l’Austria. Gli azzurri hanno superato il turno e raggiunto i quarti di finale. Ai supplementari Chiesa e Pessina hanno risolto una partita che si è rivelata più complicata di quanto si credesse alla vigilia.

C’è un filo rosso che collega la nazionale di calcio ai Maneskin. Ed è banale da individuare: l’essere italiani e l’aver partecipato ad una competizione europea. I Maneskin, infatti, a maggio sono stati proclamati vincitori dell’Eurovision Song Contest, un’equivalente degli Europei in ambito musicale, mentre uomini di Mancini sono ancora in corsa per raggiungere un trofeo che manca all’Italia da 57 anni. Le analogie, però, si fermano qui.

Ieri sera l’Italia ha dimostrato la sua doppia faccia. Da un lato una nazionale ignava, che sceglie di non inginocchiarsi a sostegno del Black Lives Matter, tentando di giustificare con giri di parole grotteschi una mancanza di coraggio e di buon senso, dall’altro i Maneskin che, nel paese più omofobo d’Europa, decidono di non adeguarsi alla censura che vige su determinati temi, sfruttando il loro privilegio e facendosi portatori di un messaggio. L’omofobia si combatte quotidianamente, con gesti piccoli ma anche eclatanti: tre ventenni e una ventenne sono stati la voce di chi voce non è ha. Occasione sprecata, invece, per un gruppo che con orgoglio canta “fratelli d’Italia” e si dice rappresentante dell’animo di un paese. Di un paese fermo a 70 anni fa, però.

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