#NapoliVerona, Sarri in conferenza: “Sosta? 6-7 giorni di stop sono una bestemmia! Oggi bravi a non concedere campo”

Come era finito il girone d’andata, così è cominciato quello di ritorno. Il Napoli, dopo il successo in casa del Crotone, si è replicato quest’oggi in casa contro l’Hellas Verona. Al termine del match, il tecnico azzurro Maurizio Sarri è intervenuto in conferenza stampa per rispondere alle domande dei giornalisti, sia in merito alla partita che non.

Hai parlato di cifre folli per migliorare, ma il tuo progetto ha sfidato le grandi potenze con giocatori intermedi e quelli che hai già allenato possono essere già pronti? “Io non ho mai chiesto un giocatore avuto in passato, sono state tutte scelte societarie”.

Pochi tiri da fuori? “Non è mai stata una nostra caratteristica, ci ha provato Insigne, poi ho fatto scaldare Zielinski anche per questo ma quando stava per entrare l’abbiamo sbloccata, altrimenti avrei sostituito più Allan che Hamsik. Zielinski ha la botta con entrambi i piedi. Dipende dalle caratteristiche, non si può costringere a calciare chi non ha quella caratteristica”.

Le ‘cavolate incorporate’ sono diminuite? Quando avevamo il risultato in mano, sul 4-0 5-0, prendevamo due gol ininfluenti, ma che incidevano sulla testa perchè bisogna allenarla per evitare cazzate incorporate. Su questo siamo migliorati, ma la verifica è sul lungo periodo”.

Sulla sosta: “C’è il bisogno di staccare mentalmente, ma un professionista d’alto livello non può stare fermo 6-7 giorni. E’ una bestemmia, non esiste nel mondo dello sport”.

Sulle condizioni di Albiol“No, un indurimento al flessore, aveva paura di stirarsi senza uscire. Nel primo tempo un colpo al ginocchio, ma nulla di preoccupante”.

Due anni fa arrivarono Grassi che si infortunò e Regini per sostituire Henrique. Ti auguri qualche soluzione più pronta? “La squadra ha raggiunto un livello tecnico e tattico elevato, non è facile riuscire ad arrivare a giocatori fatti. Un giocatore che può migliorare questa squadra costa cifre assurde, non lo so e non è mio compito. Deciderà la società in base alle ambizioni che ha”.

Soddisfatto per la calma della squadra quando la porta sembrava inviolabile?“Non siamo stati leziosi, poi certe giocate per caratteristiche nell’area avversaria dobbiamo farle, dobbiamo giocare in velocità in area per necessità. Mi arrabbio di più quando in certe zone facciamo delle giocate che non ci danno benefici. Abbiamo fatto bene per continuità, lucidità, applicazione, concedendo veramente poco campo, hanno visto veramente poco l’area, solo una volta sul 2-0. Non era facile tenere la lucidità non riuscendo a sbloccarla. Avevo detto alla squadra solo di continuare in quel modo, non era scontato”.

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Ciao a tutti. Mi chiamo Giuseppe ed ho 21 anni. Frequento la facoltà di Culture digitali e della Comunicazione alla Federico II di Napoli e, oltre che appassionato di scrittura di articoli calcistici, amo la musica e suono la chitarra da circa dieci anni.