#NapoliPSG – Blanc presenta la sfida: “Sarà difficile, i parigini non sono abituati a trovarsi in una posizione scomoda”

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Libero dopo l’esperienza di due anni fa al Paris Saint Germain, Laurent Blanc ha presentato la sfida tra Napoli e parigini ai microfoni della Gazzetta dello Sport:

“Sarà una partita difficile è un gruppo complicato con Liverpool e Napoli, non è anormale che il Psg si trovi in una posizione scomoda. Magari il Psg paga il fatto di dominare troppo facilmente in Francia. così quando incontra squadre del suo livello può andare in difficoltà. In Champions ogni dettaglio conta, bisogna essere perfetti da un punto di vista tecnico, fisico e tattico”.

Tuchel non sa se schierare il grande ex di giornata, Edinson Cavani:

“Le qualità di Cavani non si discutono. Può fare la differenza anche davanti ai suoi ex tifosi. E’ importante che l’allenatore lo faccia sentire a suo agio. E’ evidente che non ha lo stesso tipo di gioco di Mbappè e Neymar”. Se sono compatibili? “Dipende dalla volontà dei giocatori”.

L’allenatore francese ha poi parlato dei due italiani del PSG, Verratti e Buffon:

“Gigi è ancora un grande professionista. E’ una fortuna averlo, anche per la crescita di Areola. Verratti? Rimane un giocatore eccezionale, ma gli infortuni hanno bloccato la sua crescita in questi anni. Poi credo abbia bisogno di uno come Thiago Motta per esaltare le sue qualità”.

In seguito, Blanc ha dedicato un plauso ad Ancelotti ed al suo Napoli:

“Ancelotti è riuscito a migliorare una squadra che gioca bene da qualche anno. Il Napoli ha un’idea precisa di gioco, che parte dal portiere fino ad arrivare ad Insigne e Mertens, i pericoli numero uno. Il Psg ama dominare il possesso palla, quando sono costretti a subire vanno in difficoltà”.

Chiusura dedicata al calcio nostrano ed al futuro:

“Il calcio italiano è cambiato. Dopo gli anni ’90 il calcio italiano è finito in un tunnel, ed ora ne sta uscendo, senza rinunciare alla cultura tattica, ma aggiungendo una mentalità offensiva e creativa. Il mio futuro in Italia? Sono molto legato alla Serie A, e pronto ad ascoltare proposte ambiziose. Mi piacerebbe farlo in Italia, un paese che amo”.

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Ragazzo del '99, amo il calcio, argomento di cui parlerei tutto il giorno se fosse possibile. Studio le lingue straniere, adoro la letteratura francese ed il mio sogno, dopo aver viaggiato qualche anno all'estero, sarebbe lavorare e vivere quotidianamente nel mondo del pallone.