#NapoliChievo – Sarri: “Meritavamo di vincere. Disastroso per noi l’infortunio di Milik”

Dopo il fischio finale di Napoli-Chievo, terminata col punteggio di 2-1 coi gol di Diawara e Milik che hanno rimontato l’iniziale svantaggio targato Stepinski, il tecnico degli azzurri Maurizio Sarri è intervenuto ai microfoni di Premium Sport per rispondere alle domande dei cronisti in studio.

Queste le parole del trainer ex Empoli: “Abbiamo vinto una gara che strameritavamo di vincere. Sembrava una partita stregata. 23 tiri ad uno, 86 palle nell’area avversaria contro 5, ancora pali presi e palle-gol sbagliate. Pur facendo bene la squadra non stava arrivando al risultato. Il finale poi ha dato una logica a ciò che s’era visto. Vogliamo vincere le singole partite. Oggi è stato così, stavamo subendo una ingiustizia per i numeri e alla fine abbiamo avuto la meglio.”

Su Insigne, apparso nervoso verso panchina e pubblico: “Mi sembra abbia fatto una discreta partita. Siamo in un momento in cui sbagliamo qualche scelta di troppo negli ultimi venti metri. La squadra crea tantissimo, ma l’ultima scelta non è la più felice in questo periodo. Ci sta però nell’ordine delle cose in un campionato così lungo. Quando entriamo in campo vogliamo vincere sempre, contro chiunque. Spesso ce la facciamo, a volte no, com’è logico. Stavamo subendo una ingiustizia in questa partita, la squadra ha fatto bene e macinato fino alla fine. Con il caldo non era semplice, ma questo è un buon segnale per le nostre condizioni. Sono felice per il pubblico. Il San Paolo era una bolgia, grande merito dunque va ai tifosi: Era quasi nell’area che dovesse finire così.”

Sui gol sbagliati e le difficoltà negli ultimi 20 metri: “L’importante è continuare a produrre. Mi fa tanto piacere che abbiano segnato Milik e Diawara. Questo ci fa capire quanto disastroso sia stato per noi il doppio infortunio del polacco. Diawara, dopo una prima stagione da sorpresa, ha faticato un po’ quest’anno, ma oggi ero sicuro che avrebbe fatto una grande partita perché negli ultimi allenamenti l’avevo visto più sereno.”

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Guardo e studio il calcio da 20 anni con gli occhi di un bambino che vede Ronaldinho in azione per la prima volta.