Il Napoli era chiamato a reagire dopo la deludente prestazione di mercoledì contro lo Shakhtar Donetsk ed il 6-0 di quest’oggi ai danni del Benevento ha dimostrato un’ottima reazione degli azzurri.

Ne è convinto anche il tecnico Maurizio Sarri, che a Premium Sport ha analizzato la prestazione dei suoi:

E’ chiaro che la richiesta era di un approccio diverso, i ragazzi sono stati bravi perchè hanno avuto un ottimo approccio con un primo tempo di alto livello, nel secondo hanno controllato. La risposta è quella che volevamo, ma conoscendo questo gruppo la squadra ci ha abituato più a questo e non a quello di Charchiv.

Scudetto? “L’obiettivo deve essere quello di giocare come abbiamo fatto nel primo tempo anche a Roma contro la Lazio, non è che si può pensare più avanti. L’obiettivo deve essere quello di farlo sempre, il gioco deve essere come quello di oggi”.

Mertens come Suarez o Higuain? “E’ diverso per caratteristiche ma per realizzazioni non mi sembra diversi, è sui livelli dei migliori attaccanti del mondo. Se la partita contro lo Shakhtar fosse rimasta in equilibrio, come si sperava, l’ingresso di Mertens poteva essere un’arma importantissima, un po’ come quello che abbiamo fatto lo scorso anno contro il Benfica, in quel caso il risultato ci diede ragione mentre stavolta no”.

Rigori a Mertens e non ad Hamsik? “Hamsik mi è sembrato in ripresa, ancora deve fare strada ma ha dato qualche segnale. Abbiamo pensato di far tirare il secondo rigore a Marek, poi il ragazzo mi ha detto che ancora non era al gol, ed era giusto sfamare il nostro attaccante”.

Gruppo maturo? “In campionato negli ulltimi cinque mesi ha dato la stessa impressione, in coppa mi ha dato qualche perplessità in questo senso. In campionato, dagli ultimi quattro mesi dello scorso anno più il mese di quest’anno, la consapevolezza che siano cresciuti ce l’ho anche io”.

Se non fosse andato via Higuain avremo venduto Mertens? “Penso assolutamente di no, ha avuto questo tipo di evoluzione ma era un giocatore importante anche prima. E’ chiaro che lui voleva qualcosa in più, l’idea di cederlo non è mai stata presa in considerazione, non è che da esterno fosse scarso”.

Campionato italiano poco allenante per la Champions? “Penso che nel campionato italiano ci siano molte più partite dure e difficili da lottare rispetto ad altri, forse il campionato inglese è livellato più del nostro”.

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Ho 22 anni e nella vita studio, per l'esattezza frequento la facoltà di Culture digitali e della Comunicazione alla Federico II di Napoli. Sogno di vivere un giorno grazie al giornalismo sportivo. Amo la musica e suono la chitarra da circa dieci anni. Redattore anche di IamNaples.it