Il big match di domenica ha riaperto a sorpresa il campionato, con il Napoli galvanizzato dal successo che è ora pronto a superare una Juventus apparsa scarica.

L’ex tecnico di Milan e Parma Arrigo Sacchi ha espresso il proprio parere sulla sfida nel suo editoriale per la Gazzetta dello Sport, queste le sue parole:

I partenopei sono stati i soli a cercare la vittoria: alla fine, gli azzurri di Sarri ci sono riusciti. Se il Napoli non avesse vinto, avrebbe subito un torto al proprio merito e coraggio. Il gol al 90’ forse ha fatto cambiare parere e valutazioni a gran parte della critica, sempre condizionata dal risultato finale. Questo è un problema che non aiuta la crescita culturale e sportiva, non consente di venire fuori dalla convinzione che conti soltanto vincere. Lo si deve fare con merito, bellezza, coraggio, idee e spettacolo, tutti valori che permettono di uscire dal passato. In Italia, finché il tatticismo supererà la fantasia, sarà impossibile dare uno stile che dica chi sei e come sarai. Non si è visto grande calcio, anche se gli azzurri hanno dominato il gioco, ma in fase di possesso non sempre ci sono stati la velocità e tanto meno gli smarcamenti negli spazi, che avrebbero compensato lo scarso peso fisico e un’abilità di dribbling limitata. Però tutti si sono impegnati al massimo, anche se Mertens e Callejon sono apparsi meno decisivi e brillanti. Questa vittoria, unita all’amore dei propri tifosi, permetterà progressi a tutti gli azzurri, anche se eccessive euforia e pressione potrebbe creare problemi a un gruppo poco abituato alle grandi affermazioni. Al contrario, i bianconeri sono ancora i favoriti avendo un punto di vantaggio: contano su una grande esperienza, hanno alle spalle una società competente e ricca come nessun’altra, con un tecnico che ha dimostrato di conoscere e gestire perfettamente tutte le situazioni. Sono rimasto sorpreso dalle feste con canti nello spogliatoio azzurro: capisco che vincere a Torino non è semplice, mi ricordo di Baresi emozionato la prima volta che vincemmo dopo una decina di anni“.

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