Napoli, mercato sufficiente? Vero, ma la Juve si allontana. Verdi e Fabian Ruiz da 7, dubbi Malcuit

Il campionato di serie A apre i battenti dopo un ultimo giorno mercato importante per le squadre di piccola-media classifica, ma senza sorprese per le big. Il Napoli si presenta all’esordio(contro la Lazio, ore 20:30) con poche novità, confermata la rosa dei 91 punti

MERCATO NAPOLI, VOTO 6

Il Napoli chiude questa sessione di calciomercato ufficializzando Ospina, ma rinunciando all’attaccante. Ancelotti si affiderà, quest’anno, al duo Mertens-Milik, con Verdi pronto a dire la sua anche in veste di prima punta.

Non è arrivato Cavani, né Benzema e Belotti. Troppo costoso il primo, troppo in là con l’età il francese, non così forte il gallo, secondo quanto dichiarato da Aurelio De Laurentiis in questi mesi, giustificando così il mancato acquisto di un nove puro.

A caratterizzare l’estate azzurra, oltre ai colpi desiderati dai tifosi ma mai arrivati, è stato anche il gioco del vero o falso di ADL sulle frequenze di Radio Kiss Kiss.

Anche noi di Novantesimo.com, alla fine del mercato, vogliamo partecipare al gioco, rispondendo alle domande del collega Sergio Chesi.

Il Napoli si è rinforzato? Vero. Perché è arrivato Malcuit sugli esterni, dopo il no di Arias e le perplessità sulla tenuta fisica di Sabaly; è arrivato Ospina tra i pali, che coprirà le spalle a Meret, futuro numero uno azzurro, e Karnezis, il quale, invece, indosserà la maglia del terzo portiere; sono arrivati Fabian Ruiz e Verdi, che tanto hanno fatto bene in questo pre-campionato e che potranno dare più qualita alla rosa della passata stagione.

Ha fatto un grande mercato? Falso. Ci si aspettava, con l’arrivo di un top player in panchina come Ancelotti, un colpo da novanta, in grado di riaccendere l’entusiasmo della piazza partenopea. Ma non solo: dal punto di vista della qualità, Malcuit lascia più di qualche perplessità. Se fosse arrivato Darmian, che più volte ha espresso il suo desiderio di lasciare il Manchester United, il voto del mercato azzurro sarebbe aumentato almeno di un voto.

Se il mercato in entrata avrebbe potuto regalare qualcosa di più ad Ancelotti, quello in uscita è stato molto positivo per Giuntoli, che ha piazzato tutti(o quasi) gli esuberi. Via Reina, Sepe e Rafael in porta; in difesa Tonelli è andato alla Sampdoria, mentre è stato confermato, per volontà di Ancelotti, Luperto. A centrocampo, Via Jorginho per circa 50 milioni di euro. In attacco il Napoli ha liberato Ciciretti ed Inglese(che ha espresso la sua intenzione di giocare da titolare), entrambi al Parma.

Si è mosso meglio delle rivali? Falso. Con Cr7(ma non solo, da non sottovalutare gli acquisti di Cancelo e Emre Can) la Juve ha aumentato il gap con tutte le rivali, mentre l’Inter ha diminuito e superato il Napoli ai nastri di partenza, almeno sulla carta. La Lazio, confermato Milinkovic-Savic, potrebbe risultare una diretta concorrente per i primi quattro posti. Bene anche il Milan che, con Higuain, si assicura un bomber di assoluta sicurezza in grado di risolvere molte partite. Anche la Roma, partita dalla solida base dell’anno scorso, con un Allison in meno, ma un Javier Pastore in più, giocherà per i primi quattro posti. 

Ci si aspettava qualcosa di più? Vero. Almeno all’inizio dell’estate. Alla fine, però, ADL ha tracciato la sua linea guida: confermare il gruppo e puntellarlo con uomini funzionali, non coi grandi nomi. A confermare questa politica lo stesso Carlo Ancelotti, che è apparso soddisfatto in conferenza stampa. 

Si poteva fare meglio? Vero. Non solo sul mercato, ma anche sulla gestione della comunicazione: tante, troppe, parole pronunciate dal presidente azzurro in quest’estate, che non sono passate inosservate ai tifosi e agli uomini di calcio, in particolare modo a Benzema e Pallotta.

La palla ora passa al campo: toccherà ad Ancelotti ricostruire, partita dopo partita, l’identità della sua squadra, che ha perso la guida del suo comandante, Maurizio Sarri, e ridare entusiasmo ai tifosi azzurri. Bisognerà ripartire da quanto fatto di buono dall’attuale mister del Chelsea e migliorare, approfittando di quanto, invece, non è stato realizzato nella scorsa stagione. La Champions League è un’opportunità, un territorio inesplorato dal gruppo dei 91 punti. Se alzare l’asticella in campionato è pressoché impossibile, in Europa il Napoli può ancora sorprendere e divertisi. 

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