Napoli, Lozano non era quello che serviva? El Chucky può essere l’asso nella manica di Ancelotti

In un momento travagliato e pieno di tumulti come quello che sta vivendo il Napoli da qualche giorno a questa parte, non è affatto facile parlare di calcio giocato o di argomenti che hanno attinenza con il rettangolo verde; è tuttavia proprio dal campo che la squadra di Carlo Ancelotti potrà, ma soprattutto dovrà necessariamente ritrovare le proprie sicurezze per non gettare alle ortiche un’intera stagione. La rinascita degli azzurri dipenderà, almeno per quanto concerne la fase offensiva, dalla continuità che Hirving Lozano, riuscirà ad acquisire; l’attaccante messicano, prelevato in estate dal PSV per 42 milioni di euro ed acquisto più oneroso della storia della società campana, è stato presentato in pompa magna a tutta la tifoseria e alla stampa come un vero e proprio colpo da novanta.

Lozano
Hirving Lozano, calciatore del PSV Eindhoven e della Nazionale Messicana

Le grandi aspettative che gravano sulle spalle del Chucky, tuttavia almeno per il momento sono state disattese: dopo un vero e proprio battesimo col fuoco nel nostro campionato, nel quale il messicano è andato anche in gol con la Juventus, l’ex ala offensiva del PSV ha faticato e non poco ad adattarsi sia alla Serie A che ai principi di gioco di Carlo Ancelotti. Il 4-4-2 del tecnico partenopeo si è infatti tramutato per Lozano in una vera e propria gabbia tattica, che non gli permette di mettere in mostra i suoi principali punti di forza, come ad esempio una velocità travolgente in ripartenza ed una grande freddezza sotto porta, che nei due anni trascorsi in Olanda gli hanno permesso di realizzare quasi quaranta gol in sole cinquantanove presenze. Il neo attaccante azzurro però, dopo questo avvio piuttosto nebuloso e tutt’altro che convincente, è stata l’unica nota lieta di una settimana davvero tormentata per tutto l’ambiente.

La rinascita del talento messicano è iniziata sabato scorso, al 58′ del match di campionato con la Roma, da cui è il Napoli è uscito sconfitto: l’ingresso in campo del Chucky ha infatti stravolto il ritmo della partita, ed è culminato con l’assist per il gol di Milik; oltre al semplice dato statistico, l’impatto a gara in corso di Lozano ha stupito tutti, soprattutto la retroguardia giallorossa, che ha vissuto quaranta minuti di vera e propria agonia a causa delle sue scorribande. La prestazione in campionato è stata però l’antipasto di quanto avvenuto nell’ultimo turno di Champions League con il Salisburgo, messosi subito in salita a causa del rigore trasformato da Haland dopo pochi minuti. A ristabilire la parità ci ha pensato proprio il numero undici del Napoli, bravo a muoversi sulla linea del fuorigioco e siglare il suo primo gol davanti al pubblico del San Paolo con una conclusione rasoterra dal limite dell’area. Anche se quello visto fino ad ora non è sicuramente un giocatore nel pieno del suo prime, gli ultimi segnali che provengono dal rettangolo verde sono molto positivi: la sua imprevedibilità nelle scelte di gioco e la sua capacità di creare continuamente superiorità numerica per la sua squadra, può rivelarsi davvero letale nel corso della stagione per Carlo Ancelotti, che in questa prima parte di stagione ha fatto non poca fatica a delineare delle gerarchie precise nell’attacco azzurro; se però il Lozano dovesse proseguire sulla scia di quanto mostrato negli ultimi sette giorni, sarà davvero difficile rinunciare ad un giocatore che se messo in condizione può essere davvero devastante per le difese avversarie.

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