Napoli, Koulibaly su Sarri: “Mi ha trasmesso un’altra visione di calcio”

Il giocatore del Napoli, Kalidou Koulibaly, ha parlato ai microfoni So Foot in merito a vari argomenti tra cui anche la sconfitta nella lotta scudetto. Queste le sue parole riportate da Gianlucadimarzio.com: “Lo scudetto l’abbiamo perso contro squadre che avremmo dovuto battere come Sassuolo, Milan, Chievo – confessa il difensore, che poi aggiunge – ma giocare sempre dopo la Juve non era facile, perché influisce sulla pressione per il risultato. Capisco che fossero in Champions, ma a un certo punto ne sono usciti ed è stata dura psicologicamente. E difficile è stato assistere alla sconfitta dell’Inter con la Juve, che avevamo battuto la settimana prima con un mio gol. Cosa ricordo del match di Torino? Dopo il gol, nulla. Per me è importante restituire l’affetto della gente.”

Il futuro di Koulibaly col Napoli è certo: “Ho ancora tre anni di contratto, vedremo. Peccato Reina sia andato via. Del mio arrivo ricordo che De Laurentiis chiese uno sconto al Genk, perché ero dieci centimetri più basso di quanto aveva letto su Internet”.

Il tema del razzismo è ancora, purtroppo, aperto:  “Difficile far finta di niente – aggiunge il difensore – ma quel giorno a Roma un bambino laziale si scusò per quanto successo. Gli regalai la maglia. La volta dopo i tifosi del Napoli vennero allo stadio con delle maschere con il mio volto ritratto. La prova che mi sono vicini. Il problema è di tutto il Paese e anche i napoletani lo subiscono, perché gente del sud”.

Koulibaly è stato allenato anche da Rafa Benitez: Quando Benitez mi chiamò gli riattaccai in faccia due volte – spiega – pensavo fosse uno scherzo. Quando ci trovammo a lavorare insieme mi diede una lezione con bicchieri e forchette al posto di difensori e attaccanti. E mi chiedeva come mi sarei mosso. In quindici minuti ho imparato un sacco di cose”.

Il giocatore del Napoli, infine, ricorda il suo legame con Sarri:“All’inizio non mi calcolava  così gli chiesi di essere ceduto ma il club si oppose. Poi iniziò a farmi giocare. E pur di non uscire dai titolari giocavo anche se ero sfinito. Sarri mi ha trasmesso un’altra visione del calcio. Certi allenamenti senza opposizione sono da pazzi”.

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Campano di nascita e siciliano d'adozione, classe 93' e passato da terzino destro. Ho successivamente capito che rendo meglio da giornalista che come calciatore.

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