Napoli, Koulibaly: “Qui sono cresciuto tantissimo, per un difensore non esiste campionato migliore della Serie A. Benitez?…”

kalidou koulibaly

Il difensore del Napoli e della Nazionale Senegalese Kalidou Koulibaly è stato intervistato dal blog della compagnia Orange, raccontandosi e descrivendo alcune di quelle che sono state le esperienze all’ombra del Vesuvio e nel campionato italiano.

L’ex Genk ha iniziato parlando di Diego Armando Maradona e raccontando di quando la leggenda del calcio mondiali gli chiese una sua maglia. Successivamente, il 26enne ha parlato di come sia cresciuto nel campionato italiano, che lui considera il migliore per un difensore, e della gaffe fatta un po’ di tempo fa da Didier Deschamps, CT della Francia che voleva convocarlo per alcuni impegni internazionali nonostante lui già fosse impegnato con il Senegal.

Per concludere, il calciatore ha parlato anche della telefonata ricevuta da Rafa Benitez nell’estate del 2014 e mirata a trovare un accordo per il suo trasferimento in Campania, dicendo che inizialmente non credeva fosse realmente lui, staccandogli il telefono in faccia più volte.

Ecco le parole di Koulibaly:

“Maradona chiese a uno dei magazzinieri di procurargli una mia maglia, non potevo crederci: gli ho detto che se la voleva bastava chiederla a me. Tre giorni dopo mi mandò una foto per ringraziarmi: ero elettrizzato e davvero molto felice. Questo mi ha dimostrato che nella vita tutto è possibile!”.

“La chiamata di Benitez? Gli ho chiuso il telefono in faccia due o tre volte, non credevo inizialmente fosse lui, a dire il vero immaginavo era un amico che mi prendeva in giro. Alla fine era vero, e rimasi davvero imbarazzato, fui uno sciocco. Gli ho chiesto scusa tante volte, non mi aspettavo una sua chiamata. Mi richiamò sei mesi dopo, un segnale forte…”.

“L’Italia era esattamente ciò di cui avevo bisogno. Per un difensore non esiste campionato migliore della Serie A. Sono cresciuto tantissimo”.

“Deschamps? Disse che voleva convocarmi con la Francia quando ero stato già col Senegal da oltre cinque mesi. Mi è dispiaciuto, so che quelle frasi gli causarono problemi e qualche presa in giro. Me lo dissero alcuni amici, e pensavo si trattasse di un altro scherzo. Ero imbarazzato per lui, ma fu la conferma del fatto che il lavoro paga, che il mio rendimento si stava notando”.

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